Nel mirino
27 Agosto Ago 2011 0845 27 agosto 2011

Il ritratto autoritratto

Richard Avedon - Billy Mudd - Trucker - 1981

Il ritratto chi descrive? il soggetto o il fotografo?

Facevo questa riflessione sfogliando uno dei miei libri preferiti di Richard Avedon : "In the American West".

Avedon più di ogni altro ha sfrondato di tutti gli orpelli il "ritratto", rendendolo essenziale.

Niente scenografie, sfondo rigorosamente bianco, il soggetto che riempie la cornice e guarda dritto in camera.

La distanza tra il soggetto fotografato e gli spettatori è stata drammaticamente accorciata eppure queste fotografie più che documentare l'American West descrivono Richard Avedon e il suo stile.

Sono fortissimi, meravigliosi ritratti di Richard Avedon.

Richard Avedon - James Story - Coal Miner - 1979

Avedon stesso ammise che tutti i suoi ritratti erano in realtà autoritratti.

Credo che questo valga per tutti i fotografi che sono anche artisti e non si limitano a replicare la realtà senza che il loro occhio la trasformi.

Irving Penn credeva che il fotografo dovesse essere al servizio del soggetto da ritrarre, creando tutte le condizioni necessarie affinchè quest'ultimo potesse esprimere la sua vera natura.

Irving Penn - Marcel Duchamp - 1948

Però anche nei ritratti di Penn di cui riconosco i personaggi, essendo spesso noti, quello che emerge con maggior forza è la sua cifra stilistica.

E così via l'elenco sarebbe troppo lungo, i freaks di Diane Arbus, i nudi di Robert Mapplethorpe, ecc...

Chi ha esplicitato il dualismo del ritratto-autoritratto è Jack Pierson con il suo lavoro "Self- Portrait" del 2003 composto da una sequenza di ritratti che il fotografo ha fatto ad amici e conoscenti di diverse età e che ha nominato self-portrait come se insieme componessero la sua identità.

Jack Pierson - Self Portrait #4 - 2003

Del resto non c'è bisogno di aspettare la fotografia: la leggenda dice che Leonardo Da Vinci nella Gioconda avesse in realtà ritratto se stesso.

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