Marchionne veste Prada
6 Settembre Set 2011 1716 06 settembre 2011

Anche la moda italiana fa i conti con IVA, politica e mercati

Stamattina c'è stata la conferenza stampa di presentazione della settimana della moda di Milano, faro di speranza per i ricavi che verranno. Poche notizie buone e riguardano tutte l'esportazione che aumenta, soprattutto verso i cosiddetti BRIC. Luglio e agosto, con le borse a picco e le minacce di default, hanno influito pesantemente sul comparto moda.

Cosa si è detto, in soldoni?

1) le stime della crescita 2011 del comparto tessile moda vanno riviste al ribasso del 50%: il giro d'affari del settore, per il quale era previsto un aumento dell' 8% dovrà accontentarsi di un +4%

2)per quanto riguarda la produzione, il secondo trimestre ha fatto segnare un rialzo leggero (-3,3%) rispetto al primo (-4,8%), ma nel complesso si può affermare con sicurezza che, almeno per ora, una ripresa è lontana.

3) I consumi sono deboli: le vendite al dettaglio dell'abbigliamento rimangono a -0,4% ovvero ricalcano l'andamento del primo semestre 2010. Lo stesso vale per le calzature che però rimangono leggermente sopra lo zero con un +0,3%

Il segreto del successo del made in Italy? Per ora (e anche domani?) è la Cina: le vendite al dettaglio sono cresciute rispetto al 2010 del +16% per i consumi totali e hanno fatto registrare un +24% per i negozi di abbigliamento e calzature. Cresce anche l'export in generale: +15,9% il tessile, +14,7% l'abbigliamento, +19,2 la filiera della pelle.

Una situazione tutt'altro che rosea quella del sistema paese Italia: Boselli, presidente della CNMI, ha anche annunciato una ricapitalizzazione della Camera Nazionale della Moda Italiana, che dovrebbe avvenire ad ottobre prossimo. Intanto ci si concentra sugli show, sperando che l'IVA non venga aumentata (cosa che, invece, ora pare avverrà). Interrogato sul tema Boselli ha detto che chi crede che questa sia la panacea di tutti i mali si sbaglia di grosso. Touché.

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