Giorgio Arfaras
L'economista greco
7 Settembre Set 2011 1622 07 settembre 2011

Virgo Mirabilis

Tempo fa un signore mi chiese se conoscevo l'origine del sistema bancario svizzero. Gli risposi che ne sapevo nulla. E così mi raccontò questa storia. Secoli fa gli svizzeri che facevano i mercenari chiedevano ai signori presso cui erano al servizio se volevano stipare le proprie ricchezze in un posto sicuro, dove il loro stesso clan avrebbe provveduto alla protezione. I signori cominciarono così a portare le proprie ricchezze fra le montagne inaccessibili della Svizzera.

La garanzia che i loro beni non sarebbero stati toccati era duplice: 1) la Svizzera non si sarebbe mai schierata con nessuno – e dunque non avrebbe mai avuto una politica estera; 2) la Svizzera non poteva essere invasa, perché dotata di un sistema difensivo molto potente chiuso fra le montagne. La storia narratami non so se sia vera, ma è verosimile. Da allora e per secoli, ma con una forte accelerazione nello scorso secolo, in Svizzera sono arrivati i denari dei danarosi.

Un conto è nascondere un lingotto d'oro o un quadro d'autore, un conto è nascondere una grande quantità di denaro. Chi abbia portato i propri denari in Svizzera non può pensare di investire in sole attività svizzere. La borsa e il debito pubblico svizzero sono, infatti, poca cosa rispetto al denaro che arriva in Svizzera. Questo è, infatti, investito soprattutto in attività estere. Dunque il denaro non è al sicuro solo perché è in Svizzera. E', infatti, investito altrove, dove il rischio/rendimento è quello normale. Se porto i soldi in Svizzera e questi mi comprano un'obbligazione privata statunitense, ecco che mi trovo esposto sul mercato e sull'economia statunitense, ma da un conto svizzero.

Dunque la vera sicurezza in Svizzera si ha se: 1) la ricchezza è in forma fisica – come i lingotti e le opere d'arte; 2) si ha qualcosa da nascondere, per esempio si è stati del partito nazional socialista dei lavoratori tedeschi, oppure si è un esponente di un cartello colombiano, ecc. Altrimenti, si è esposti ai mercati finanziari mondiali proprio come avviene se si hanno i propri denari depositati da altre parti. Ciò nonostante sopravvive il mito della Svizzera come porto sicuro.

Si prenda il cambio del franco negli ultimi anni verso l'euro. Non si è mai mosso – salvo una scossa leggera ai tempi della Due Torri – fino al 2008. Da allora ha incominciato a muoversi in maniera violenta, con una accelerazione ancora più violenta negli ultimi due anni (1). Il cambio passa da 1,6 franchi per euro fino a 1,1 franchi per euro, una rivalutazione del 40% circa in quattro anni circa. Uno vende le attività in euro, con i quali compra dei franchi apprezzati, con i quali compra attività finanziarie in un euro deprezzato. (Ricordiamo che la Svizzera non ha un mercato finanziario abbastanza grande per cui da quel paese si comprano attività di altri paesi). E' perciò è egualmente esposto sui mercati europei. Lo stesso ragionamento vale per uno statunitense.

La sicurezza che si aveva portando in Svizzera i lingotti e nascondendo un'identità imbarazzante, non si ha più. Eppure si va in Svizzera lo stesso. Uno potrebbe osservare che così si nascondono i propri denari dal fisco rapace. Di patrimoniali però oggi non si ha evidenza. Ammettiamo che possa esserci una patrimoniale pari al 10% dei beni mobili. Si mette in piedi un tale movimento per un 10%? L'unica spiegazione è che c'è chi sconta gli scenari apocalittici – l'euro salta, l'Europa va in recessione, ecc.. Ma, se si va in Svizzera, dalla quale peraltro si rientra negli scenari apocalittici attraverso i mercati finanziari mondiali, non si è risolto il problema.

Si potrebbe, messi alle strette, obiettare che si comprano franchi solo per tenerli sul conto. Bene, ma se lo scenario apocalittico non si manifesta, e il franco torna a 1,6, chi lo ha fatto si è “auto impoverito” di quasi il 50%. (E se anche la patrimoniale, di cui peraltro non si ha evidenza, fosse del 10% e risolvesse i problemi dell'economia e della finanza, con il cambio che torna a 1,6, avrebbe perso lo stesso la differenza fra il 50% e il 10%).

(1) http://www.centroeinaudi.it/il-progetto-1/notizie-economiacentroeinaudiit-97/1244-nervo-gramma.html

L'articolo è uscito oggi anche su:

http://www.scmsim.it/download/Commento%20giornaliero_07092011.pdf

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