L'Itabolario
21 Settembre Set 2011 1405 21 settembre 2011

Marrazzo

Personalmente non ho nulla, ma proprio nulla, contro Piero Marrazzo. Non mi interessa se tornerà in Rai, se ricomincerà a fare politica, quanto guadagna o quanto prende di pensione. Sono fatti suoi, di chi lo voterà se si candida e di chi lo guarderà se condurrà nuovamente una trasmissione. A suo tempo l’affaire Marrazzo mi fece molta impressione, perché condensava in un’unica vicenda un enorme dolore, privato e familiare, una serie clamorosa di errori, lo svelamento di un ambiente inquietante (via Gradoli), il prologo di una disfatta politica.
Ho letto quest’estate l’intervista che l’ex presidente del Lazio ha rilasciato a Concita De Gregorio e l’ho trovata credibile e sincera in moltissime parti, oltre che assai interessante dal punto di vista psicologico. Insomma, a fronte di tutto l’inchiostro speso sulla parabola dell’ex-governatore, sarei per parlare d’altro, anche se decidesse di tornare a tutti gli effetti un uomo pubblico. Se il comizio dell’altra sera fosse stato solo il primo di una lunga – e gli auguro fortunata – nuova serie.
Un’unica preghiera: risparmiate alle sue figlie il plotone dei cameraman. Non ce n’è veramente alcun bisogno.

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