Andrea Cinalli
Serialità ignorata
22 Settembre Set 2011 1439 22 settembre 2011

E se Dio fosse uno di noi?

Dio che bazzica nelle strade di un’anonima località americana con le sembianze di un liceale, di un’anziana, di una bimbetta dai boccoli biondi e della cuoca della mensa scolastica, a seconda dell’occorrenza. Strambo, originale? Assolutamente no, alla luce delle produzioni televisive e cinematografiche degli ultimi decenni.

Ma che succede quando la sua strada incrocia - e con Nostro Signore la casualità non è certo contemplata – quella di una studentessa nel pieno dell’adolescenza cogli ormoni in subbuglio e in cerca della propria strada perché poco – per niente – incline agli studi? Le vengono affidate doti magiche con le quali preservare l’umana specie da catastrofi, guerre, ecc. mentre Dio si concede una vacanza di 7 giorni? No, storia vecchia. Le viene pronosticato un futuro di sciagure da sventare solo persuadendo le masse a mollare l‘esistenza empia all’insegna di piaceri e lussuria? Nì, perché quello assegnatole è un compito decisamente più articolato e avvolto da un velo di mistero. Eh, già: non sempre Joan è conscia dei motivi che spingano il Signore a ricorrere al suo supporto e si ritrova ad eseguire gli ordini impartitile senza neanche sapere bene quale sia l’esito da raggiungere. Unica certezza: che comunque finisca – che si tratti di offrire aiuto al bulletto del liceo ignorando il compagno pestato o di prestare soccorso a un’anziana che poi tanto in difficoltà non sembra – avrà tratto una lezione di vita. Il tutto – o almeno questa è l’impressione sortita allo spettatore – nell’attesa di un “compito supremo”, l’incarico più impegnativo che schiererà definitivamente Joan contro le forze maligne. E allora sì che se ne sarebbero viste delle belle.

Già, perché Joan of Arcadia arresta la sua corsa in tv dopo soli due anni quando la protagonista acquisisce consapevolezza dell’importanza del proprio ruolo contro le schiere del Male (quello incarnato da persone avvenenti e piacenti, per intenderci, metafora di dubbia originalità): ora che questa Giovanna D’Arco del XXI secolo si rimbocca le maniche per davvero riceve il brusco stop dalla rete tv (la CBS, la stessa che tra l’altro ha sfornato gioiellini quali Il Tocco di un Angelo e Ghost Whisperer). Che disdetta per quella che si configurava come la serie che avrebbe conciliato i gusti del pubblico televisivo con le tendenze religiose del popolo! Tuttavia, se di primo acchito ha tutta l’aria di una scelta a cuor leggero (serie di più, serie di meno, che volete che sia?!?, così sembrano riflettere spesso i dirigenti) si rivela in realtà una decisione attenta e ponderata: stando alle dichiarazioni di Chris Ender, allora portavoce del Network, non è stato certo possibile dissimulare la delusione di fronte agli altalenanti indici d’ascolto pur riscontrando il netto miglioramento delle sceneggiature e i giudizi entusiastici del pubblico di ferventi religiosi. Gli stessi che, ufficializzata la chiusura dello show negli Upfronts del 2005, si sono adoperati per organizzare petizioni online e campagne di promozione in chiesa! Inutile rammentare che a nulla sono valsi gli sforzi: nessun’altra rete (neppure l’Alphabet Network, come ci si aspettava all’epoca) ha avanzato proposte per un’eventuale prosieguo delle trame. Ecco allora un’altra produzione confinata nel limbo dei telefilm prematuramente abortiti. Un vero peccato, considerato il buon potenziale narrativo che le avrebbe garantito una terza stagione al fulmicotone, con una carrellata di sottotrame light garanti della fidelizzazione degli spettatori: oltre a temi scomodi, prettamente concernenti questioni etiche e di carattere religioso che non avrebbero mancato di alimentare dibattiti, il serial avrebbe seguito anche l'evolversi della liason di Joan col fidanzato Adam, nonché l'avanzare - l'arrancare - della "carriera" scolastica che proprio non vuole saperne di decollare.

Che fine hanno fatto gli interpreti, si saranno ritirati in preghiera? Amber Tamblyn no di certo, dato il recente cammeo in Dr. House, nei panni dell’ennesima schiavetta del burbero medico, e il ruolo da co-protagonista nel tv-movie Quattro Amiche e un paio di Jeans. Jason Ritter (il fratello di Joan), figlio del grande John protagonista di Tre Cuori in Affitto, la segue a ruota con le partecipazioni in Parenthood e The Event. Il papà detective di Joan, Joe Mantegna, è invece acclamato dal pubblico come lead character in Criminal Minds e The Starter Wife, oltre che per gli innumerevoli progetti su grande schermo. Con un successo che non accenna a scemare e la carriera che procede a gonfie vele, verrebbe spontaneo pensare abbiano ricevuto qualche spintarella. Chessò, dalla Grazia Divina.

 Iscriviti alla newsletter

Vuoi essere sempre aggiornato? Iscriviti alla newsletter de Linkiesta.it .

Quando invii il modulo, controlla la tua inbox per confermare l'iscrizione

 Seguici su Facebook