Club House
22 Settembre Set 2011 2131 22 settembre 2011

E' un po' come una canzone del Boss

Tempo di tirare qualche somma prima che si apra la settimana decisiva. Le previsioni sono state quasi tutte consolidate per quello che riguarda l'Italia al Mondiale di rugby in Nuova Zelanda. Ha perso contro l'Australia, ha vinto contro la Russia (nove mete, punto di bonus offensivo) e martedì si prepara ad affrontare gli Stati Uniti. Poi il match che racchiude l'intero torneo per gli Azzurri (gli altri sono una sorta di test per collaudare il mezzo) contro l'Irlanda che - mannaggia - sabato scorso ha sconfitto gli australiani impedendogli di trovare il bandolo della matassa per ottanta minuti. Roba da professionisti, magari un po' vecchi e logorati dalle fatiche, ma infusi di killer istinct.

Il popolo della domenica ha già cantato e suonato il De Profundis. Ognungo si diverte ad ascoltare quello che meglio crede. Il fatto è che una squadra di rugby, per vincere, dev'essere un po' come una canzone di Bruce Springsteen. I primi album come "Born to Run" o "Darkness on the Edge of Town", singoli come "Jungleland", "Backstreets", "Racing in the Street". I diversi strumenti da integrare in modo che ci sia armonia e che non venga meno il marchio di fabbrica. Con i russi l'Italia ha valutato l'attacco, con gli americani probabilmente la consistenza difensiva, come nel primo tempo contro l'Australia. Contro gli irlandesi, in una partita da 50/50, serviranno disciplina, tranquillità di spirito, precisione al tiro (uno dei nostri talloni d'Achille, preventivato anche lui) e quel guizzo, magari quell'assolo per rompere gli equilibri e tirarsi dietro il resto della banda.

Le regole sono semplici: non ci si inventa nulla, si fa con quel si ha. Gli Azzurri hanno una mischia che sa torchiare e lottatori nei raggruppamenti che ci mettono le mani e la faccia per contendere il possesso all'avversario. L'Irlanda ha una furbizia da raccomandare e altri mastini da schierare: si deciderà lì, in quella trincea di avanti che si dannano l'anima e se ne danno come Dio comanda per ribadire la propria superiorità. Gente che meriterebbe una ballata dal Boss.

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