Nuovo Mondo
26 Settembre Set 2011 0908 26 settembre 2011

E' già iniziato il dopo Chavez?

A chi credere nell’ormai infinita telenovela, con toni umanamente drammatici, che riguarda il presidente venezuelano Hugo Chavez? L’ambasciatore americano presso l’Organizzazione degli Stati Americani Rafael Noriega, non di certo uno degli estimatori del leader venezuelano, ha affermato che “Hugo Chavez non sta reagendo bene alla chemioterapia e la situazione è molto più seria di quanto egli faccia credere e questo significa che bisogna iniziare a pensare ad un mondo senza Hugo Chavez”. D’altro canto il presidente bolivariano ha rassicurato i suoi sostenitori ed il suo paese sulla buona reazione al quarto ciclo di chemioterapia e sulle idee per la difficile corsa alle presidenziali del prossimo anno, “sebbene la forza fisica sia oltremodo diminuita”. Insomma, anche l’incallito ottimista Chavez inizia a sentire il colpo e probabilmente nelle sue parole non più così trionfali sul piano politico oltre che medico, si nasconde realmente il dramma di una difficile successione. La mancanza del comandante si sente nel paese e crea allarmi nei paesi vicini. La popolarità del presidente è pari al 60% ma il PSUV senza di lui rischia di franare in una deriva troppo nepotista (con il fratello Aidan Chavez, una soluzione in stile Castro) o con uomini con poco carisma fra cui emerge Nicolas Maduro, il vero braccio destro di Hugo, attuale Ministro degli Esteri, indicato come personaggio civile e dialogante e per questo inviso ai duri e puri del partito che preferirebbero il militare Diosdado Cabello. Il paese viene da due anni di recessione e le stime di crescita per la chiusura dell’anno e per quelli successivi non vanno oltre l’1,5-2,0%, unicamente legate al prezzo del petrolio ed in ogni caso inferiori alla medio latinoamericana del 4-4,5%. E le opposizioni hanno ripreso coraggio ed hanno perfino trovato leader che iniziano ad insidiarlo se non nella politica quanto meno nell’immagine. Tra questi Maria Corina Machado, di scuola americana, ex “pupilla” del presidente Usa Bush Jr., la prima donna a presentarsi in Venezuela come candidata alle elezioni più importanti e che cercherà di imporsi nelle primarie della Mesa de Unidad, l’alleanza dei partiti perlopiù conservatori e di centro-destra, ma soprattutto quel Leopoldo Lopez l’avversario per eccellenza, escluso dalla vita politica del paese per una oscura vicenda di finanziamenti illeciti ricevuti dal suo movimento e provenienti dall’ente petrolifero statale PDVSA tramite sua madre, nei giorni scorsi, dopo la sentenza della Corte Interamericana per i Diritti Umani che gli da ragione, ha lanciato la sua candidatura per una “reale socialdemocrazia latinoamericana nel paese” e chissà che questa candidatura di sinistra non finisca con l’erodere il consenso chavista qualora il “mentore bolivariano” non sia più in corsa.

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