Il picchio parlante
30 Settembre Set 2011 1404 30 settembre 2011

Caccia aperta al 25 aprile

Che la festa della Liberazione non fosse particolarmente ben vista da questo Governo lo si era ampiamente intuito durante i lavori preparatori della manovra economica, quando aveva proposto di far slittare alla domenica le festività del 25 aprile e del 1 maggio per recuperare fatturato in termini di Pil.

Qualche giorno fà c'ha pensato Fabio Garagnani, parlamentare pdl, a calcare la mano proponendo di anticipare la festa nazionale di una settimana; ovvero farla coincidere con il 18 aprile, l'anniversario della vittoria della Democrazia Cristiana alle elezioni politiche del 1948. Manco a dirlo l'Associaziona Nazionale dei Partigiani ha subito bollato la proposta del deputato come "irricevibile ed insensata".

Da questa notizia è possibile riscontrare due verità assolute, con un fattore comune. La prima è che il deputato non è nuovo a queste proposte strampalate, lui che non ha smesso di criticare i libri di testo e i professori delle scuole, che a suo dire "fanno propaganda politica ed ideologica nelle scuole"; o ancora la richiesta della presenza dell'esercito durante le commemorazioni del 2 agosto, visto che c'erano "comprovati pericoli di ordine pubblico".

La seconda notizia è che questo esecutivo probabilmente non la smetterà di inseguire una sorta di vendetta ideologica nei confronti di alcuni pezzi di storia, che contribuiscono a costruire l'identità di un popolo. Preme ricordare che a combattere per la Resistenza oltre a comunisti e socialisti c'erano cattolici, conservatori, repubblicani e monarchici, liberali, anarchici ed azionisti; tutti insieme per un unico scopo, ovvero la libertà dall'oppressione nazifascista.

Difficile - se non impossibile- trovare un altro momento, un'altra data, che ha accomunato tante persone alla ricerca di un solo ideale.

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