Gesellschaft
2 Ottobre Ott 2011 1504 02 ottobre 2011

Mettetevi una mano sulla coscienza, l'altra al portafogli

Ricevo e pubblico con piacere il testo della lettera inviata ai grandi contribuenti italiani, tra loro Carlo, Gilberto e Giuliana Benetton; Diego Della Valle; Leonardo Del Vecchio; Stefano Pessina; Ennio Doris; Mario Moretti Polegato; Luciano Benetton; Giorgio Armani; Francesco Gaetano Caltagirone e SIlvio Berlusconi.

Gentile Dott ...,

Abbiamo deciso di scrivere a Lei ed agli altri grandi contribuenti italiani perché siamo convinti che dalla vostra posizione di alto rilievo economico e sociale, non possiate non tenere alle sorti del nostro Paese.
Oggi in Italia ci sono 2 milioni di giovani disoccupati che hanno smesso di studiare e non cercano lavoro: la parte più giovane del Paese che rischia di non avere domani.
Una immensa risorsa di energie che rischia di non essere immessa nei processi di sviluppo e di essere confinata nella riserva dell’assistenzialismo parassitario che lo stato non potrà più sostenere.
Un vero dramma per un Paese privo di risorse materiali che deve fondare il suo avvenire su ricerca, innovazione ed efficienza.
E’ stato scritto che la ricchezza di una nazione si misura dal livello di istruzione della sua popolazione. Non già dei pochi che possono permettersi le università private ed i master all’estero.
Per questo tutti i grandi Paesi occidentali hanno affrontato questa crisi senza tagliare i fondi per l’istruzione, la formazione e la ricerca. Non l’Italia che con i reiterati tagli alla scuola si candida ad un futuro di Paese colonizzato che oltre alle materie prime deve importare anche le idee. Noi ci ribelliamo a questa prospettiva e sappiamo che anche voi che conoscete le dinamiche dell’economia globalizzata la pensate come noi. Per il futuro dell’Italia, vi chiediamo un “contributo per costruire il futuro”: lo 0,5% ( il 5 x mille) del vostro reddito, per alimentare, ogni anno, un fondo pubblico per borse di studio ai 2 capaci e meritevoli anche se privi di mezzi.
Il nostro augurio è che le buone pratiche siano contagiose e possano diventare abitudine per invertire l’attuale ciclo di rassegnata, fatalistica, decadenza.


Gli studenti e le studentesse RUN – Rete Universitaria Nazionale dall’assemblea della Sapienza

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