Gesellschaft
9 Ottobre Ott 2011 1603 09 ottobre 2011

Giovani, avrete una ricca pensione!

E' di ieri la notizia che l'importo della pensione, per coloro che avranno maturato 35 anni di contributi e che abbiano cominciato a lavorare dal 1995 in poi, sarà pari al 70% dell'ultimo stipendio, ovviamente per i più fortunati.
Il calcolo è stato fatto da Stefano Patriarca (ex CGIL) sulla base del metodo redistributivo in vigore dal 1995.
In pratica, Patriarca afferma che le stime finora riportate erano sbagliate, o meno critiche di quanto si diceva. Coloro che andranno in pensione prima del 2046 - anno in cui per andarci bisognerà avere almeno 69 e 3 mesi - la pensione oscillerà tra 57% e il 70% dell'ultimo stipendio.

In un primo momento ho fatto due calcoli. Rientrerei prima del 2046 e quindi potrei gioirne. Ma poi ho cominciato a preoccuparmi visto che da quando lavoro capita spesso di restare fermo con la contribuzione per via di questioni come blocco del contratto, cambio lavoro, attesa di rinnovo e tutte quelle contraddizioni che caratterizzano il lavoro contemporaneo.
Proseguendo con la riflessione ho pensato al giovane ventenne. Se ad esempio Barbara Grimaldi, 22 anni, commessa, cominciasse a lavorare da adesso maturerebbe 35 anni di lavoro solo dopo il 2046 e quindi obbligata ad arrivare a 70 anni di età per via dell'innalzamento che entrerà in vigore dopo quell'anno.

Le riflessioni di Patriarca sul piano del mero calcolo quantitativo possono anche essere giuste, ma sul piano qualitativo si può tranquillamente parlare - come ha giustamente suggerito una mia amica - di pura satira.

E poi finalmente ho realizzato che di fatto la notizia non c'è.
Meglio tornare a leggere cose serie.

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