grand-tour
10 Ottobre Ott 2011 0542 10 ottobre 2011

Verde verticale. Finalmente una moda in picchiata.

Finalmente possiamo dirlo quasi con certezza: questa moda dei giardini verticali sta passando. Sicuramente ci hanno rimesso le piante in molti dei casi...

Il suo inventore è quel francese dal look un po' eccentrico, da musical melo: si distingue per quell'unghia verde come un artiglio (vegetale), o forse una spina (animale), che esibisce con un certo orgoglio in ogni redazionale. L'idea originale, il progetto - brevetto, è di sicuro interesse, soprattutto se si guarda all'innovazione strutturale, oltre la superficie, per nulla banale e molto ingegnosa. Ormai si sa quasi tutto di Patrick Blanc e della sua invenzione...

Ma qualcuno ha pensato di declinare l'idea a suo modo, che è sempre un esercizio pericoloso: chi ne ha fatto un prodotto di design da vendere al metro quadro (verticale), chi si è avventurato in sperimentazioni low-tech con esiti deprimenti, soprattutto per le piante (qui sopra in corso di Porta Ticinese a Milano), chi prendendo dall'originale solo il peggio, come in pubblicità, cioè mirando a replicarne l'effetto estetico, il disegno cashmere o melange, sostituendo però al vegetale il sintetico (leggi plastica), ma guarda un po'.

Certo la visione di città più verdi, e perchè no, anche grazie a pareti e facciate e muri colonizzati come nelle campagne in abbandono, da una vegetazione infestante, rigogliosa e spontanea non è male, altro che modernizzazione e tecnocrazia. Ma d'altra parte succede già, anche in città, senza tutto questo sforzo estetizzante.

Anzi mentre il verde pubblico, orizzontale, quello delle aiuolette degli urbanisti tra un'arteria e l'altra, verdi sempre e solo sulla carta, ma anche nei cosiddetti parchi, o nel "verde curato da", è sempre più spelacchiato, questa pelle incontrollabile e rampicante prolifera su molti edifici e non molla la presa, resiste a tutto, si mantiene da sola, costa poco e in fondo i danni sono relativi. E poi ha il bello della naturalezza...

Mentre certe grandi invenzioni, per mantenerne l'effetto spettacolare come appena installate, hanno bisogno di molte risorse, non solo economiche. Ora siamo curiosissimi di vedere come finisce il cantiere del "Bosco verticale" di Boeri Studio in costruzione a Porta Nuova. Un discreto azzardo che verificheremo nel tempo, anche perchè se il verde sparisce...

Per finire ecco a voi il nostro prototipo preferito: una piccola casa a Parigi con una pelle che unisce vegetale e alta tecnologia. Se riuscite a trovarla provate a bussare. Potrebbe aprirvi l'autore in persona, anzi in pantofole...

 Iscriviti alla newsletter

Vuoi essere sempre aggiornato? Iscriviti alla newsletter de Linkiesta.it .

Quando invii il modulo, controlla la tua inbox per confermare l'iscrizione

 Seguici su Facebook