Accadde Domani
11 Ottobre Ott 2011 1142 11 ottobre 2011

Sospetto atroce del Wall Street Journal sull'Italia: "Conti truccati". Ma Berlusconi non molla.

Il sospetto è atroce. E se fosse fondato ci farebbe precipitare nell'alveo dei paesi a rischio. L'autorevole Wall Street Journal, in genere più tenero dell'Economist e del Financial Times spara a zero sull'Italia e insinua il sospetto del maquillage di bilancio. "Ci sono tutte le ragioni per ritenere - scrive Alen Mattich - che il governo italiano sia stato aggressivo almeno quanto gli altri Paesi europei nel mascherare lo stato delle proprie finanze in modo da ottenere l'ingresso nell'area della moneta unica. Se il debito pubblico di fondo dell'Italia fosse più alto e/o se lo stato del suo deficit fosse peggiore rispetto alle cifre ufficiali, allora la questione diventerebbe di solvibilità piuttosto che di liquidità. Si ricordi lo shock avvertito dagli investitori quando la Grecia ammise di aver falsato i propri numeri". Non si può accusare il più importante quoitidiano economico del mondo di fare del terrorismo perchè l'editorialista riconosce all'Italia anche elementi positivi come l'avanzo primario atteso (4 punti in termini di Pil, al netto delle spese per interessi), oltre all'alta propensione al risparmio privato, (bacino di riserva per finanziare il debito pubblico). Ma ancora una volta sotto accusa c'è la bassa crescita, che secondo il Wall Street Journal e non secondo Tremonti è un'ipoteca pesante per il futuro del paese. "E' probabile che l'Italia continuerà a flirtare con la recessione, rendendo più difficile per il governo il raggiungimento dei target strutturali". Il quotidiano statunitense pone alla fine della sua riflessione il problema principale: la credibilità del governo Berlusconi sui mercati finanziari. Un problema squisitamente politico che nessuna istituzione finanziaria può risolvere se non l'uomo di palazzo Chigi con le sue dimissioni.

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