La fanfara frenetica
13 Ottobre Ott 2011 0750 13 ottobre 2011

Dalì ed Armstrong nel Primetime


Oggi, vedere Bollani che sazia con le sue storie musicali,
un pubblico stremato dall’ignoranza e dalla banalità, sorprende e meraviglia i più…

Purtroppo ormai siamo disabituati a vedere l’intelligenza in azione sui canali tv..
al limite ci dobbiamo sintonizzare su qualcosa di mirato ,
che soddisfi il nostro bisogno di conoscenza in maniera selettiva.

Ma c'è stato un momento, durato una manciata di anni,
nel quale si è verificato un miracoloso allineamento
che ha reso possibile un avvicinamento e una contiguità mai più ritrovata, fra Mito e Uomo comune.

La tv promulgava in maniera tutto sommato abbastanza innocente, questo incontro.


Il "gioco" e la demolizione del ruolo erano il cardine di queste apparizioni..
lo scopo era di sicuro promozionale e nessuno vuole affermare
che queste comparsate fossero determinanti
per la diffusione dell'Arte..
anche se io ho dei dubbi sul fatto che queste presenze fossero
ininfluenti a livelli più profondi anche su un pubblico generalista.

Di certo sorprende ed emoziona vedere presenze di questo livello
in una trasmissione tv piena di jingle pubblicitari .

Ad esempio in questa trasmissione, lo scopo è presentare una mostra di Dalì a New York.
Dalì si presta, ben consapevole dell'importanza di un passaggio tv di quella importanza.

In realtà, pur non facendo azioni artistiche specifiche, negli anni 50,
era consuetudine anche in Italia , che delle “menti eccelse”
si confrontassero, umili e disponibili ,
con il grande pubblico televisivo.

Questi ”esempi per l'Umanità”, anche se non si mostravano nelle loro “funzioni”,
avevano la capacità di catalizzare ed emozionare il pubblico generalista,
che ne percepiva l'Aura di Mito.

Vedere entrare con grazia nel tinello delle “famiglie”, artisti che hanno rivoluzionato il 900,
fa di certo effetto.

Il nostro piccolo schermo permetteva l’accesso di scrittori come Ungaretti , che con voce stentorea
e piglio intensamente ispirato, presentava l’Odissea e introduceva i temi trattati in quel capitolo.



La Musica Moderna , anche se banalizzata dall’approccio di Mke Bongiorno,
poteva essere fatta “intuire” ad un pubblico generalista da John Cage, esperto
di funghi e rivoluzionario musicale nello stesso tempo.

In questo raro footage , tratto da una trasmissione americana, Cage introduce
ad un pubblico generalista e in maniera leggera, alcuni concetti di base della sua poetica musicale.

Chiaramente ognuno avrà preso quello che avrà potuto ma l'azione, in sé farsesca,
ha avuto di certo effetto su una minoranza di persone, ed avrà catalizzato almeno una curiosità.

Ad esempio, citando un caso personale,
vedere il papà del mio compagno di classe di Conservatorio Alessandro Asciolla in tv,
che dissertava su Brahms, mi spinse decisamente all'ascolto della musica per quartetto..

In realtà, nel pentolone creativo degli anni del dopoguerra , veniva auspicata la presenza
fra gli uomini “comuni”, di quei “fari dell’intelligenza” che guidavano lo Spirito e
l’evoluzione dell’Umanità proprio perché si aveva una fiducia nel “progresso”
e nell’evoluzione della Società ,attraverso la guida di menti illuminate.

E la Tv era il mezzo migliore per entrare in mondi tutto sommato inaccessibili
e lontani dall’esperienza dell’uomo “medio”.

Una bizzara trasmissione tv, What'my line", che in realtà assomiglia
molto a tanti programmi attuali, se riesumata come formula,
renderebbe difficile rintracciare calibri simili a quelli invitati in studio all’epoca .


.. Eh si perché gli Ellington , gli Armstrong, i Dalì di oggi chi sono?
Chi dovrebbero invitare gli autori , per avere un analogo livello di prestigio e “peso” artistico?


Queste presenze, erano vissute dal pubblico televisivo con grande piacere,
visto che attraverso la tv,
si poteva incontrare in maniera diretta l’uomo "straordinario,
per alcuni momenti separato dal suo immenso carisma artistico"
e visto nella sua quotidianità..



Forse una banalizzazione? Non so.
Di certo questi erano personaggi
non avevano alcuna difficoltà a confrontarsi con la gente .



Forse perché molti di loro avevano mantenuto un contatto
e non si erano arroccati in un luogo inaccessibile ed isolato.

Nei racconti che mi hanno fatto, molti musicisti raccontano di aver avuto una direzione,
una sensibilizzazione verso l'Arte, anche attraverso queste trasmissioni che di certo,
potevano catalizzare degli animi sensibili e pronti al grande passo verso la carriera artistica.

Uno di questi è proprio Stefano Bollani...


Ripeto la domanda.. per fare una trasmissione così oggi, chi potremmo chiamare?

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