Marchionne veste Prada
17 Ottobre Ott 2011 1459 17 ottobre 2011

Mentre la gente comune s'indigna, il settore lusso vola

Sembra un controsenso e forse lo è. Più semplicemente rappresenta l'ennesima fotografia di una forbice sociale che si allarga pericolosamente flagellando la middle class. Sto parlando di una situazione, quella contingente, che vede da un lato la crisi economica che porta in piazza milioni di persone in tutto il mondo e, dall'altro, le vendite del settore lusso che nel 2012 cresceranno a doppia cifra, battendo le stime di previsione fatte la scorsa primavera: +13% a cambi costanti, contro l'ipotizzato 8%.

E' questo uno dei dati più significativi del rapporto che Bain&Co. ha realizzato per Altagamma e che è stato presentato questa mattina a Milano:uno schiaffo alla miseria, verrebbe da pensare guardando gli indignados in piazza e i precari che a stento arrivano a fine mese. Di fatto, una previsione più che rosea per gli operatori di settore.

Il trend, oltretutto, coinvolge soprattutto l'"hard luxury": si tratta del "lusso serio" quello che di rado va sotto i quattro zeri e che ha il suo core business in orologi e gioielli. Dovrebbe essere questo il comparto più tonico, con un +18%. A seguire, gli accessori: le vendite di borse e affini saliranno del 13%.

A margine, Altagamma ha presentato un altro rapporto, l'"Altagamma Consensus 2012" che evidenzia come l'ebtida (il margine operativo lordo) dei gruppi del lusso nel 2012 crescerà del 10% su base annua. A trainare i guadagni saranno sempre loro: borse, scarpe, gioielli, orologi.

La situazione è irreale per parecchi di noi. Chi si può permettere un orologio da 50mila euro (nella foto: Louis Vuitton Tambour Spin Time Joaillerie pur femme, 50.500 euro)? E chi potrà permetterselo tra un anno quando oggi la maggior parte della popolazione si lambicca sul cosa tagliare?

I turisti, in primis: cinesi, russi, brasiliani rappresentano il viatico alla crisi delle aziende italiane che operano nel settore moda. Ricordiamocelo bene, perchè il successo di grandi griffes nostrane come Gucci e Prada sta nella sete di lusso che i nuovi ricchi dimostrano di avere.

Al contempo mi viene da pensare che, al netto dei facoltosi turisti che si spera il nostro paese saprà attirare sempre di più e con maggiore frequenza, questa crescita vistosa dei segmenti d'alta gamma potrebbe essere lo spunto per una bella riflessione della Guardia di Finanza.

La parola d'ordine 2011 non dovrebbe essere lotta all'evasione?

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