La fanfara frenetica
18 Ottobre Ott 2011 0949 18 ottobre 2011

Il primo cervello in fuga: Pete Rugolo, nato a Patti, Messina nel 1915.

Quando conobbi Pete Rugolo, che da poche ore, ha lasciato questa dimensione,
ebbi modo di farlo grazie alla locale Unione Musicisti.
Ero a L.A., era il 1996 e dovevo fare la musica di un film indipendente;
ovviamente , la prima cosa che feci, sbagliando, fu di chiamare direttamente
i musicisti al telefono.
Gli stessi, regolamentati da un sistema molto serio ed organizzato, mi dissero che
per motivi legali, non potevano lavorare con me,
se non avessi fatto un passaggio per richiedere i permessi alla locale “Union”.
La “Union” gestisce i musicisti americani e per realizzare qualsiasi cosa,
bisogna passare attraverso la sua gestione.

Infatti, grazie alla Union, i musicisti americani possono, da vecchi,
godere di assistenza pensionistica e supporto materiale in caso di bisogno.
Conobbi un simpaticissimo funzionario italo americano che, rabbonito
e commosso dal ricordo della “sua “ Italia, mi diede accesso all’elenco
di musicisti che AVREI potuto chiamare..

Mi sembrava l’Eldorado..
C’erano proprio tutti quelli che amavo.. bastava una sua telefonata e ..via!
Si potevano avere anche i Toto e Miles Davis.. l’unico problema.. il budget!

Allora optai per un trio di musicisti meno noti, ma che conoscevo
attraverso alcuni dischi di Zappa…

Infatti erano suoi ex alumni.

Ma nel contempo, instaurato un forte rapporto con il funzionario della Union,
ebbi modo di conoscere alcuni miei Maestri.
Il primo che chiesi di contattare al generoso amico, fu Henry Mancini.

Ma era molto malato
e declinò la possibilità di incontrarmi per i seri motivi di salute
che di lì a poco lo avrebbero portato via.

Gli altri due sono stati invece Pete Rugolo e Clare Fischer.

Chiamati al telefono, mi diedero subito appuntamento.

Parlare di lezioni con questi due Maestri è perlomeno riduttivo.

Sono stati “incontri”..

Le questioni tecniche non erano affrontate…
si parlava soprattutto di “suono”, di forma e sostanza della musica.

Gli studi di Pete Rugolo erano stati di livello altissimo.

Era considerato un intellettuale ed infatti prese la direzione artistica
dell’orchestra di Stan Kenton, dandogli un carattere ed uno
stile assolutamente nuovo e rivoluzionario.
Implementò fra i primi i ritmi afrocubani nel linguaggio mainstream.

La sua possente concezione orchestrale lo portò ad ipertrofizzare la sezione degli ottoni
facendoli passare da quattro trombe e quattro tromboni a cinque e cinque.

I musicisti erano messi a dura prova e debbo dire che la sua scrittura,
che risentiva degli studi accademici svolti con Darius Milhaud,
ebbe il merito di importare nel mondo, tutto sommato abbastanza semplice delle Big Bands,
elementi di scrittura classica come i cambi di tempo repentini e le segnature dispari.

Stravinsky era il suo modello e Bartok il suo ideale,
ma rimase basito dalla forza innovativa del Be Bop di cui si fece alfiere…

Rugolo si fece promotore del “suono moderno” di questa musica, importandolo nella musica popolare.
Infatti era molto richiesto anche in quell’ambito e le sue armonizzazioni per June Christy ,
risentivano dellle possenti alterazioni del suono armonico che il Bebop aveva importato nel linguaggio.
Mina deve molto a questo "sound"...

In Italia ebbe molti proseliti.. Bruno Canfora era uno di loro..

BRAVA per Mina è un pezzo "alla" Rugolo
ed infatti, nel mio progetto “This Modern World, the Music of Stan Kenton”,
Brava figura nel repertorio.

La stessa orchestra della Rai era stata creata da Trovaioli sulla falsariga
della Big Band di Kenton del periodo Rugoliano…
5 trombe e 5 tromboni…

Pete ebbe la fortuna di vivere in un periodo straordinario e poter mettere
su un paio di orchestre come quelle del Metropole all Stars,
lo inscrive di diritto nel Gotha del Jazz.

Avere una sezione di trombe formata da Gillespie, Davis e Navarro,
già di per sé rappresenta un contesto di eccellenza
mai più raggiunto da nessuno.

E poi, in seguito, fra le migliaia di cose buone che fece per il Jazz dall'alto del suo incarico di direttore della Capitol Records,
segnò il contratto discografico per Gil Evans e Miles Davis per realizzare
“Birth of the Cool” ( tiolo peraltro copyright di Rugolo..),
una delle strutture portanti di tutto il Jazz moderno.

Pete mi raccontava che alla Capitol erano sempre in azione orchestre di tutti i tipi..
un laboratorio in permanente fibrilazione creativa, che faceva lavorare migliaia di operatori..

Con rimpianto mi diceva che.”le orchestre oggi non suonano più come una volta.. tu non hai idea Massimo..
è impossibile da spiegare e i dischi non testimoniano abbastanza il livello della musicianship di quei Maestri”
..

Ed infatti fu uno dei grandissimi arrangiatori che usaro la loro straordinaria tecnica
per magnificare le "doti" della nuova invenzione del Secolo, la stereofonia..

Ascoltate questo fantastico arrangiamento..
la stereofonia è magnificata al massimo livello.
Musica applicata è ovvio MA.. che divertimento!!!

Fatto sta che non dimenticherò mai le passeggiate a Sherman Oaks, nel parco vicino alla sua bellissima casa,
con le pareti coperte di premi..
5 volte di seguito miglior arrangiatore per Metronome e Down Beat…
e migliaia di dischi d’oro e di platino.

Fu attivissimo ad Hollywood e ha scritto temi celeberrimi, aprendo la strada a Henry Mancini,
suo seguace e alll'inglese John Barry.

Il "sound" alla Bond è roba sua.. sia chiaro..

Nel periodo in cui lo vidi mi regalò una ventina di cassette fatte da lui stesso.
Era molto rammaricato di non avere che copie uniche dei suoi dischi.

Ma ci teneva a farmi avere il suo materiale.

E voleva che suonassi i suoi arrangiamenti ..
cosa che ho fatto sempre con le mie orchestre.

La cosa che facemmo le volte che ci siamo incontrati fu di andare ad ascoltare il canto degli uccelli..
Pete ne consigliava la trascrizione..
ma quest’idea, era l’unica che non era sua, ma del suo Maestro,
Olivier Messian.

Hail to Pete Rugolo!

p.s.dimenticavo.. le lezioni erano gratis.
Pete non volle neanche un dollaro.

http://www.youtube.com/watch?v=0IbrbB4yGqQ

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