Dire, fare, baciare, lettera, pubblicità e comunicazione
18 Ottobre Ott 2011 1023 18 ottobre 2011

Le cose migliori si fanno in due, ma non é detto...

Giuro, ho sempre pensato che l’abisso di banalità delle pubblicità Kinder fosse inarrivabile. Che nulla avrebbe raggiunto la grandezza al contrario della faccia contrita di Andrew Howe che non riesce ad accaparrarsi l'ultimo kinder bueno. Ma mi sbagliavo.
Ora comincio a pensare che anche la Vodafone sia sulla buona strada. Un amico mi ha segnalato la campagna « le cose migliori si fanno in due ». Assolutamente aindigesta. Da restare a bocca aperta per i minuti che servono a dimenticare l'incredibile fall out mentale che la visione dello spot ha provocato all'interno del nostro dining room per neuroni che é il cervello.
No, ma davvero c’é al mondo qualcuno che puo’ credere anche per un solo secondo che i due genitori che hanno appena scoperto che il loro figlio (unico probabilmente) ha appena causato danni alla casa per qualche migliaio di euro, si abbraccino felicemente e teneramente scambiandosi un sorriso che neanche nel mezzo di una colazione al mulino bianco ?
Cioé, non credo di essere stato allevato in una caserma prussiana, ma mia madre e mio padre, per molto meno, ma molto molto meno, avrebbero messo da parte ogni insegnamento della buonanima della professoressa Montessori e avrebbero regolato in maniera abbastanza maschia la questione. Anzi, sono sicuro che anche la Montessori sarebbe scesa dalle vecchie mille lire e due o tre sganassoni al piccolo bambino biondino con la faccia che non fa presagire nulla di buono per il seguito della sua vita, li avrebbe mollati. A un certo punto si cade nel surreale.
No dai, ci prendono per scemi. Tralascio volutamente il cantante di strada che canta con il cane, che dire dei due vecchietti attempati che giocano a suonare i citofoni a schizzare acqua alle passanti, a fare i pagliacci ? A me fanno una spietata tristezza, aggravata dalla risata registrata e ripetuta che l’ingegnere del suono ha pensato bene di ripetere più volte a sottolineare che i due arzilli monelli si divertono come matti e anche noi dovremmo avere la stessa reazione. Era la tecnica usata nei telefilm americani tipo « Il mio amico Arnold ». Suona il citofono, smorfia di Arnold – risata- Willie cade mentre si serve il succo d’arancia – risata – arriva la cugina Kimberley appena tornata da scuola – risata – Arnold lancia una battuta delle sue ammiccando alla telecamera – risata – titoli di coda.
Ecco, tutto molto vecchio, poco divertente, poco credibile e francamente imbarazzante. A meno di non avere meno di 14 anni.
In televisione, ed é tutto dire, si vede di molto meglio.

http://www.youtube.com/watch?v=yKXyxkipG4o&NR=1

http://www.youtube.com/watch?v=0hj9e1Wc8kU&feature=relmfu

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