Viva l’Italia
19 Ottobre Ott 2011 0853 19 ottobre 2011

Incappucciati, il buco nero della pena

«E io pago» diceva Totò. Ma chi paga, e soprattutto pagheranno gli incappucciati delinquenti che hanno portato la guerriglia urbana nel noto corteo degli indignati? Il ministro Maroni ci ha messo quattro giorni per l’informativa al Senato (ok due, se consideriamo l’attenuante dei giorni festivi che c’erano di mezzo) e ci si aspettava un discorso dettagliato che fornisse chiarimenti sull’accaduto e soluzioni pratiche presto attuabili.

Ne sono uscite fuori ricette di portate che quando le ordini in alcuni ristoranti, tardano un’eternità a prepararle e ci si pente quasi subito di averle scelte. Sono state annunciate misure legislative per consentire alle forze dell’ordine di evitare più efficacemente le violenze.
Arresto in flagranza differita per poter procedere agli arresti durante le 48 ore successive gli atti violenti; il Daspo anche per i cortei di carattere politico; uno specifico reato associativo per chi commette atti di violenza aggravata nelle manifestazioni e poi l’arresto preventivo (incostituzionale) per coloro che vengono trovati in possesso di kit di guerriglia urbana in prossimità di manifestazioni.

Piccolo particolare: servono fondi. Subito parte il contro ordine di azzerare i tagli che volevano fare proprio alle forze dell’ordine. Staremo a vedere se nel Consiglio dei Ministri di venerdì stanzieranno i 60 milioni di euro promessi. Dubitare è lecito se fino a ieri i poliziotti si lamentavano di non ricevere neppure i soldi per mettere la benzina.

Nel frattempo, il sindaco di Roma ha emesso l’ordinanza che vieta i cortei in centro per un mese. Sfortuna vuole che per il 21 ottobre è già fissata la manifestazione dei metalmeccanici della Fiom proprio nel centro della Capitale. Ovviamente è già partito il braccio di ferro tra coloro che rivendicano il diritto a manifestare e Alemanno. Del resto se in famiglia un componente ha bisogno di mettersi a dieta, mica iniziano la dieta anche tutti gli altri?

Aspettiamo di sapere che fine faranno gli arrestati. Servirebbero pene esemplari per disincentivare e per non permettere, tra un mesetto, ad esempio di ritrovare “Er pelliccia” come ospite in una di quelle trasmissioni pomeridiane che puntano all’intelligenza delle persone. Parenti che non si vedevano da decenni (video chiamate e voli low cost non devono essere mai arrivati in Italia), e che piombano in studio già in lacrime, con relative storie di vita che sembrano molto da copione. Sembrano, magari l’apparenza inganna.

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