Design Kit - Inspiration and references
20 Ottobre Ott 2011 1229 20 ottobre 2011

Perché mappiamo?

Da sempre l’uomo tenta di sintetizzare informazioni rilevanti in modo veloce ed immediato, pensiamo alle incisioni rupestri delle caverne, alle mappe nautiche/geografiche dei navigatori, ai sistemi sofisticati del racconto grafico contemporaneo.

Mappa: ecco la parola magica che tutti riconoscono per meglio comprendere una complessità che viene rappresentata su un unico supporto - dalla carta all’iPad - e che permette l’accesso ad un mondo diverso, nuovo, indispensabile.

Inspirational map, creative map, cognitive map, cool map, infographic, mind map e via dicendo; questi sono alcuni tag contemporanei. La necessità di percepire “tutto in uno” ci appartiene. La capacità di creare mappe ricche di senso però è un bel esercizio che non tutti sono in grado di creare. Semplificare ciò che è complesso necessita menti preparate.

Negli ultimi anni le pratiche legate alle mappature sono cresciute esponenzialmente. Oggi la velocità dell’informazione, i media e gli strumenti di visualizzazione hanno ancor più accelerato tale processo. Sia le testate giornalistiche che le aziende hanno capito benissimo la potenzialità di questa metafora ed è ormai di vitale importanza produrre grafiche dedicate ed accattivanti, allo scopo di raccontare in modo più chiaro i complessi percorsi di diffusione culturale.
E’ una modalità molto visuale che facilita le persone nel comprendere e connettere meglio ciò che accede o dovrebbe accadere, ad inquadrare le problematiche nascoste, i bisogni, i valori numerici e le quantità/qualità.
Una radiografia x-ray di quello che altrimenti non si vedrebbe. Un distillato denso di significati che racconta tante cose contemporaneamente. Un’insieme di testi ed immagini capaci di stimolare l’immaginario culturale e di convogliarlo direttamente in precisi messaggi.

Anche la mobilità quotidiana utilizza moltissimo le mappe. Quelle stradali, quelle geografiche, della metropolitana e dei mezzi pubblici sono ormai una pratica giornaliera un po’ per tutti.

Dalle mappe stradali di territori e città sconosciute a quelle usate da sempre nel settore chimico/scientifico/bilogico fino alle mappe di progetto, oggi sembra esserci un’esplicita richiesta di mappe cognitive in grado di spiegare scenari reali poco rappresentabili in altra sintesi. Racconti grafici capaci di illustrare “il come stanno le cose” riferite ad un preciso momento temporale.

Le mappe e infografiche non sono soltanto una traslazione grafica e accattivante di numeri o di documenti redatti attraverso un foglio di calcolo come in excel, o di scritti un po’ troppo densi, ma derivano da una modalità di lavoro che da sempre fa parte della disciplina del progettista. Designer, architetti, grafici, scienziati, ingegneri, matematici, artisti e via dicendo, sono solo alcuni di una lunga lista di professionisti e persone che utilizzano lo strumento visivo della mappa concettuale per spiegare la complessità di un mondo al quale fanno riferimento.

La mappatura è quella modalità di lavoro utile a chi produce idee e che deve velocemente condividerle con gli altri, aiutandoli e aiutandosi a comprendere lo scenario complessivo su cui andare ad intervenire.

Nel Design Process produrre delle mappature coincide con il momento di ricerca e di analisi iniziali per poi raffinarsi ed essere anche espressione unica ed inequivocabile del progetto. È quella situazione dove tutte le informazioni iniziano a prendere forma e relazionarsi tra loro, dove gli scenari intercettati vengono posizionati e raccolti in cluster. Da questo territorio meta-progettuale i designer iniziano a rendersi conto di come funziona un servizio o un prodotto. È da qui che inizia la traduzione di tale complessità in idee e concetti. È in questa fase che prendono forma e consistenza le diverse ipotesi in termini di soluzioni.

Nella disciplina del Design, creare mappe significa progettare, ma la mappatura è anche uno strumento strategico ed importantissimo per comunicare e far capire lo stato di fatto di una precisa situazione, circoscrive i confini dell’intervento, può aiutare a comprendere come un idea viene generata, la mappatura riesce a raccontare gli scenari legati alle pratiche quotidiane delle persone, ad intercettare i reali bisogni e le mancanze oggettive.

La traduzione grafica facilita questa comprensione, la grafica per un progettista è uno strumento primo, è espressione, è comunicazione, è sintesi.

Ma perché abbiamo bisogno di mappare?
Oggi per molti di noi è normale o necessario catturare o interpretare qualcosa attraverso veloci contributi e le mappe ci aiutano molto. Pensiamo al mondo di internet o delle application per gli smatphone. Usiamo sempre di più googlemap per capire dove siamo, usiamo i social network come Four Square che ci geolocalizzano e collocano messaggi e foto in quella precisa posizione spazio temporale, usiamo sempre con maggior assiduità aggregatori più o meno complessi come ad esempio Pulse per avere tutti i nostri quotidiani in un solo luogo. I software ci spingono attraverso le loro interfacce a posizionare/archiviare/trovare indicizzando per categorie tutti i nostri contenuti, sempre pronti all’uso.
Persino i nostri figli, che frequentano la seconda classe della scuola primaria hanno iniziato ad usare sistemi di mappature, tornano a casa dicendo che hanno usato una mappatura cognitiva; la guardiamo e la mappa descrive realmente la classe, gli elementi che vi abitano, cosa fanno, le loro interazioni e via dicendo. La mappa disegnata dai bambini aggrega in cluster situazioni e modalità di condivisione, creando relazioni, unendo punti di significato, la mappa aiuta a ragionare. Questo ci fa capire che i nostri figli si esprimeranno anche così, utilizzeranno sempre di più una comunicazione in modalità grafica per rappresentare quello che vogliono dire e fare, unitamente a quella classica descrittiva delle parole.

Mostra alla Moma di NY, Talk to Me, mappe interattive
http://moma.org/interactives/exhibitions/2011/talktome/

Mappature dei flussi dei taxi nell’area di San Francisco
http://cabspotting.org/

l’uso di Facebook nel mondo
http://www.geographics.cz/socialMap/index.php

La morte di Osama Bin Laden, come abbiamo reagito emozionalmente?
http://www.nytimes.com/interactive/2011/05/03/us/20110503-osama-response.html?src=tptw

Raccontare storie usando mappe geografiche, Penguin Book Uk
http://wetellstories.co.uk/stories/week1/

Software per mappare
http://www.thebrain.com/
http://prezi.com/

Processo creativo
http://www.iniva.org/learning/creative_mapping/creative_mapping_introduction

Un po’ di infografiche
http://columnfivemedia.com/work-types/infographics/

Alcuni libri
Dataflow, Visualising information in graphic design, Gestalten
Visual Storytelling, Gestalten
Mind the Map, arte contemporanea e saggistica dal 1970-2010

L'Italia cerca casa _ Biennale di Architettura Venezia from Kalimera on Vimeo.



L'Italia cerca casa. Biennale di Architettura Venezia 2008
Director Maki Gherzi, animation and graphics Kalimera

Padiglione olandese Biennale 2010

dove devo andare?

Hellmann’s - It’s Time for Real from CRUSH on Vimeo.



Infographics for dinner

infografica sul mondo del rap

The Web Trend Map Interview from GaijinPot on Vimeo.

Web Trend Map 4 di Information Architects

Mappa cittadina

Racconto attraverso illustrazione, Sir Kevin Robinson

Dove dobbiamo andare?

Political Parties

sul nostro china plate di casa

per progettare

il mondo in pixel degli Eboy

flusso dei taxi di Vienna

London in words

 Iscriviti alla newsletter

Vuoi essere sempre aggiornato? Iscriviti alla newsletter de Linkiesta.it .

Quando invii il modulo, controlla la tua inbox per confermare l'iscrizione

 Seguici su Facebook