Fortezza Bastiani
24 Ottobre Ott 2011 1300 24 ottobre 2011

Libano: gli sminatori italiani liberano il 5° corridoio sulla "Blue Line"

E’ stato ultimato dagli specialisti del 4° Reggimento genio guastatori di Palermo lo sminamento del quinto corridoio attraverso la Blue Line, la linea dietro la quale si sono attestate le forze armate israeliane dopo il loro ritiro dal Sud del Libano. Lo rende noto lo Stato Maggiore della Difesa. Negli ultimi mesi gli sminatori italiani hanno bonificato dalle mine antiuomo una superficie complessiva di terreno superiore ai 2mila metri quadrati, equivalente a quella di 8 campi da tennis.

Per i genieri italiani, impegnati con i loro commilitoni come forza di interposizione armata nella missione denominata “Leonte 10”, l’avvio delle operazioni di bonifica è iniziato il 1° agosto scorso. In meno di tre mesi, i due Mine Clearance Team in forza all’Italian Engineer Battalion, composti dai militari del 4° Reggimento genio guastatori, sono riusciti a completare i lavori in cinque diversi siti. Un risultato importante, soprattutto se rapportato al ristretto lasso di tempo impiegato per completare le attività.

Le attività di sminamento, “demining” nel gergo della missione, vengono condotte nel Sud del Libano da unità del genio di diverse Nazioni. Sono inserite in un più ampio progetto di UNIFIL, la forza di interposizione multinazionale che opera sotto l’egida delle Nazioni Unite. Il progetto, denominato “Blue Line Marking Process”, ovvero “processo di tracciamento della Blue Line”, ha come obiettivo quello di indicare materialmente sul terreno il confine della Blue Line riconosciuto dalle mappe: un “tracciamento” visivo e materiale che sta progressivamente avvenendo attraverso il posizionamento dei cosiddetti “Blue Pillar”, grossi piloni di cemento armato sormontati da bidoni ridipinti con i colori e la sigla delle Nazioni Unite.

Una “sottile linea azzurra” presidiata costantemente dalle forze ONU e visibile da parecchi chilometri di distanza da entrambi i lati del confine, che dal 7 giugno del 2000 delimita la frontiera tra le alture del Golan, controllate da Israele, e il territorio del Libano meridionale, ancora oggi feudo politico di Hezbollah. Una linea di confine che negli anni è stata contestata, talvolta persino violata, da entrambe le parti, ma che le Nazioni Unite ritengono fondamentale demarcare in modo sempre più netto. Sulla carta e sulla terra, anche a suon di pilastri colorati.

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