Mekong Wave
25 Ottobre Ott 2011 0458 25 ottobre 2011

Bangkok - Le onde thailandesi arrivano a Roma.

Bangkok sommersa dalle acque. Ormai è da giorni che la capitale thailandese sta annaspando, cercando di aggrapparsi a quanto di stabile sia rimasto ai suoi bordi. Da un lato, precipitazioni che mai si erano viste nell'ex Regno del Siam, e che ci dovrebbero far pensare che gli effetti dei cambiamenti climatici sono sempre di più realtà. Dall'altro, una cementificazione senza regole e confini che ha pregiudicato la vivibilità e la sicurezza soprattutto della parte periferica di una megalopoli che oggi conta più di nove milioni abitanti.

E così, dopo giorni di impotenza davanti alla forza della natura, si decide di far defluire l'acqua in eccesso – visto che il sistema di canali che attraversa la città sembra essere andato in tilt – verso la zona Est della città. L'obiettivo: salvare il cuore economico e politico della capitale. Sembra però che la autorità cittadine e di governo non abbiano tenuto conto delle volontà degli abitanti della zona destinata al sacrificio. Tra gente rimasta senza casa, con i viveri che iniziano a scarseggiare anche nelle grandi catene di distribuzione alimentare e un serio pericolo di acqua potabile, Moody's Investors Service ci fa sapere che il disastro provocato dalle continue alluvioni “intaccherà le casse e le finanze di Stato ma non la capacità di credito del Paese”. Sicuramente, le migliaia di cittadini che vengono spostati di giorno in giorno da un riparo ad un altro senza neanche l'idea di quando poter riprendere possesso di quel che rimane delle proprie abitazioni, non attendevano altro e saranno senza dubbio più rilassati e felici dopo questa attesissima notizia.

Del resto, come ha commentato nei giorni scorsi la primo ministro thailandese, Yingluck Shinawatra, le alluvioni erano inevitabili e “non si può bloccare l'acqua per troppo tempo”. Della serie, 'Come tranquillizzare la popolazione durante una crisi'. Un po' come le dichiarazioni del sindaco di Roma, Gianni Alemanno, all'indomani delle forti piogge che hanno sommerso la capitale italiana: “Nubifragio inaspettato”. Effetti della globalizzazione? Forse.

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