Laboratorio Sicilia
29 Ottobre Ott 2011 2157 29 ottobre 2011

I Leopoldoni sono d'accordo sulla flex-security

La Leopolda non è soltanto il Big bang della leadership di Pierluigi Bersani, rimessa in discussione dal successo della manifestazione e dalla presenza di diversi esponenti dem, vedi Sergio Chiamparino e Arturo Parisi.   Alla Leopolda c'è anche un'idea di riforma economica e  del lavoro distante da quella bersanian-fassiniana. Prendete il caso della flex-security, "ossia flessibilità e sicurezza unite in una sola parola e in un diverso sistema di concepire i contratti di lavori". I sindacati si ricompattano e alzano le barricate: "A cambiare l'articolo 18 non ci siamo stati nel 2001 e non ci staremo oggi", tuonava ieri a Piazza del Popolo Susanna Camusso. Gli fa eco il responsabile economico del Pd Stefano Fassina:"Mai la riforma del mercato del lavoro".   E invece qui alla Leopolda la flex-security non è un tabù. E a dirlo non è soltanto il rottamatore Matteo Renzi. Abbiamo fatto in giro per conoscere il parere dei Leopoldoni sul tema del momento. "Penso quello che ha detto Zingaretti, la parola flessibilità è la parola del futuro. Se noi abbiamo più uscita creiamo più ingresso. Noi abbiamo bisogno di un sindacato che rappresenta un lavoro produttivo. Il conflitto non basta più. Se tu crei un sistema più dinamico crei altre risorse" .   A parlare con Linkiesta è Antonio Funiciello, direttore di "Libertà eguale", associazione ex liberal vicina ai ds. Sulla stessa lunghezza Giacomo D'Arrigo, segretario nazionale dell'Anci giovane:"Sui cosiddetti licenziamenti il tema è un altro: il sistema paese deve superare le condizioni di rigidità. Intanto permettendo alle aziende di ampliare o restringere la forza lavoro i base alle esigenze del mercato del lavoro. Da un lato la possibilità per le aziende di non subire in maniera passiva un peso. E però dall'altro ciò non deve significare che i lavoratori saranno abbandonati all'andamento di mercato".     In sala ci anche tanti giovani,  intercettiamo Elisa Bertoli, una studentessa-lavoratrice di 29 anni, che sull'argomento non ha dubbi:"Ua certa flessibilità è importante. Da qualche parte c'è da restringere". C'è anche un giurista, Francesco Clementi, professore di diritto pubblico all'Universita di Perugia e alla SOG della Luiss:"L'Italia deve dare quella risposta perché dietro quella domanda  c'è l'Euro. Il tema della sovranità, come dice Stefano Fassina è una fesseria perchè siamo noi in Europa che stiamo facendo queste cose. Negare l'Europa vuol dire in realtà negare le ragioni della nostra credibilità" giuseppe.alberto.falci@gmail.com

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