Chi parla male
31 Ottobre Ott 2011 1447 31 ottobre 2011

Si può scherzare su Roberto Saviano?

Parodie, satira o ironia su Roberto Saviano costano a chi le fa polemiche e accuse. La questione è delicata: si tratta di un giovane che vive sotto scorta da anni, a causa di minacce della camorra.

Però a pensarci bene, nel corso della mia vita ho visto satira e comicità varia sul Papa, su Gesù Cristo, su Jfk, su Madre Teresa di Calcutta , su Martin Luther King. Dunque, dico io, un poco di risate su Saviano ce le possiamo pure fare. E se non sono risate su lui ma "con lui" ci sentiamo pure meglio.

Vogliamo sorridere non sulla sua condizione, bensì del suo profilo pubblico. Dei suoi gesti, della sua risata delle sue movenze, del modo di parlare. E pure di questa merda di camorra: dove sta scritto che un anti-camorra convinto debba avere sempre il muso lungo?

E invece così non è.
Ricordo un gustoso pezzo di Annalena Benini sul Foglio ("Saviano, trovati una donna")

E ricordo che qualche giorno dopo il direttore Giuliano Ferrara doveva intervenire scrivendo una cosa del tipo "non lo facciamo più". Qualche protesta, è evidente, c'è stata.

Poi ricordo la trasmissione comica Rai "Scorie" e una imitazione-parodia di un bravo Sergio Friscia, cancellata in men che non si dica. Forse non faceva ridere, dai. Però anche in quel caso il popolo dei fedelissimi che in Rete idolatrano Saviano si era scatenato contro l'oltraggio.

Ancor più di recente: Luca e Paolo al Festival di Sanremo. Lì Saviano è intervenuto di persona: «L’imitazione a Sanremo mi ha fatto ridere. I miei familiari mi hanno anche mandato i messaggi per dirmi che ero arrivato anche lì, ma la battuta "Si sa che a Napoli c’è la camorra" non mi è piaciuta. Banalizzare un messaggio di questo genere significa quasi invitare all’omertà».
La mia personale idea è che se lo dicono Luca e Paolo in un contesto comico resta una battuta in un contesto comico e non certo un invito all'omertà. Però lascio alla sensibilità del lettore giudicare.

Oggi invece, c'è Checco Zalone che lo imita. Fa una cosa del tipo "la camorra ha il monopolio della figa". Beh, diciamo che battute del genere non le discuterà con Rushdie nè con Fabio Fazio, nè in un collegamento con la comunità israeliana. Però è una battuta: a me fa sorridere, un altro piange dalle risate, un altro ancora resta impassibile. Non ci vedo una lesa maestà nè tanto meno una voglia di sottostimare la costante minaccia verso lo scrittore mio conterraneo.

Non è satira, è evidente. Però io resto dell'idea che possiamo ridere quasi di tutto (non delle disgrazie ai poveracci, forse, ma questo riguarda la sensibilità di ognuno). E possiamo sicuramente ridere dei personaggi pubblici come Saviano.

Guardatevi il compianto Bill Hicks che era capace di fare.

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