Stefano Grazioli
Gorky Park
2 Novembre Nov 2011 0651 02 novembre 2011

Femen, dopo DSK tocca a Silvio

Ne avevamo già parlato, ci torniamo perchè le prezzemoline seminude made in Ukraine sono in tournee europea. Svizzera, Austria, Francia, Spagna e ovviamente Italia. Obbiettivi in terra nostrana Berluska e Paparatzinger.

Dopo “Fuck me in Porsche Cayenne” urlato davanti alla casa di DSK chissà cosa avranno da gridare da Silvio e in Vaticano. Trainate da internet e dalla tv, le signorine di Femen hanno un bel modo di combattere il sessismo. Per il godimento dei cameramen e dei fotografi che hanno sempre appresso (un documentarista svizzero le sta seguendo, sembra addirittura che abbiano accordi con televisioni tedesche).

È una protesta narcisistica. In realtà alle amazzoni di Kiev importa ben poco della discriminazione delle donne e di tutto quello per cui dicono di manifestare. Sono prigioniere della loro invenzione (che funziona a meraviglia), ma prenderle seriamente è davvero un po’ troppo. Eppure c’è chi lo fa, compresi tanti giornalisti che se le sciroppano qualsiasi cosa dicano e facciano. Sex sells.

Ce l’hanno con il ragazzo europeo medio che va in Ucraina perché pensa che ci siano le belle fanciulle dai facili costumi e poi si appellano via Facebook ai loro boys perché le sostengano nelle performance. Suvvia. La prostituzione e il traffico di esseri umani in Ucraina e altrove in Est Europa sono problemi seri e per fortuna c’è chi se occupa seriamente.

Sui loro siti (delle biotte bionde) non c’è traccia dei temi nobili e altisonanti che associano sempre alla bella mostra di culi e tette, ma se volete comprare un calendario…

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