Andrea Cinalli
Serialità ignorata
6 Novembre Nov 2011 1832 06 novembre 2011

Laura Palmer a Copenaghen

Non ci sono più le diciassettenni di una volta. Oggi le ragazzine, che impiegano I-Pad e I-Phone come prolungamenti del braccio, trascorrono giornate fitte di impegni: scolastici, extrascolastici, sportivi. Alla sera, come non concedersi un po’ di meritato (?) relax?
Ultimati compiti e impilati con cura i libri di testo da infilare in cartella il mattino successivo, l’ideale sarebbe un’uscita con la consueta cricca di volti conosciuti (fra cui anche ultraventenni che poco hanno a che vedere con le loro esperienze di vita). Allora eccole pronte a sgusciare dalla propria stanzetta e a battersela con la furia di un detenuto a un passo dalla libertà. Mamma e papà potranno anche rimanersene acciambellati in poltrona sonnecchiando fino al furtivo ritorno. Tant’è, la certezza di venire redarguite sempre e comunque per l’ora tarda (anche quando il gracchiante orologio alla parete segna le 23) le accompagna ormai dalla veneranda età di 14 anni. Ciò che conta è spedire un SMS di tanto in tanto giusto per aggiornare i famigliari sull’andamento della serata e placare le ire paterne.
Eppure quella notte di fine ottobre, nessun messaggio è stato inviato da Nanna (Julie R. Olgaard), una biondina molto nota fra i compagni di liceo. Niente, neppur un succinto avviso su come stesse passando la serata e – soprattutto – accanto a chi. Né quella notte, né il giorno seguente, né il mattino dopo ancora…

In casa Birk Larsen si allarmano. Si mobilitano le Forze dell’Ordine. Le squadre della polizia cittadina, capitanate dall’imperturbabile Sarah Lund (Sofie Grobol) – che tra l’altro avrebbe dovuto congedarsi dalle Forze Armate di Copenaghen, e invece, si ritrova invischiata in un nuovo e intricato caso – battono palmo a palmo viuzze e quartieri degradati, fin quando giungono all’agghiacciante rinvenimento: il corpo straziato della giovane era adagiato nel bagagliaio di un’auto gettata nel laghetto sul limitare di un bosco.
Chi potrà mai essere l’autore di tale scempio? Trovare la risposta spetta solo alla detective Lund, che, spalleggiata da fidi colleghi e coadiuvata da un investigatore dai metodi poco ortodossi, Jan Meyer (Soren Malling), si crogiola nelle indagini che la catapultano nei meandri di una Copenaghen fredda e cupa, asservita al potere e dominata dalla corruzione.
Riuscirà la donna a sbrogliare la matassa e a stanare il killer?

Per scoprirlo non vi resta che recuperare la prima stagione di Forbrydelsen, autentico noir di provenienza danese mandato in onda originariamente nel 2007 sulla rete DR e sbarcato 8 mesi or sono sul network britannico BBC Four.
Roba che certo non capita tutti i giorni. Per dire: come se una fiction nostrana – originale, nessun rifacimento – approdasse oltreoceano.
Grande l’entusiasmo di pubblico e critica attorno alla serie: un’attenzione che l’ha traghettata dritta dritta ai prestigiosissimi International Bafta Awards 2011, dove si è contesa il titolo di “miglior serie drammatica” con colossi statunitensi del calibro di Boardwalk Empire e Glee, sbaragliando infine la concorrenza con somma sorpresa di cast e crew. Non solo: ha incassato ben 2 nomination agli altrettanto autorevoli Emmy Awards.

E se non ancora bastasse per riconoscere la brillantezza narrativa di questo gioiellino europeo, sappiate che in USA – sì, in USA – ne è stato realizzato un adattamento di 13 episodi, intitolato The Killing. Il remake, firmato dalla AMC (rete cable apprezzata anche per The Walking Dead e Mad Men), è attualmente in onda anche sulla FOXCrime del bouquet Sky (la prima puntata è stata trasmessa il 3 novembre). Per l’estrema cura stilistica posta dagli autori (Soren Sveistrup, Torleif Hoppe, Per Daumiller, Michael W. Horsten) - che inframezzano suplots incentrati su temi meno cruenti, ma comunque integrati alle trame di puntata, al grande plot dell’omicidio che sostiene l’intero architrave narrativo, rasentando una cura maniacale caratteristica delle produzioni americane – stupisce che i dirigenti italiani non abbiano ancora ritagliato uno spazio in palinsesto anche per il telefilm originale. Che siano invidiosi dei consensi riscossi dalla tv danese?

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