David Bidussa
Storia Minima
9 Novembre Nov 2011 2300 09 novembre 2011

Sorpresa: il 9 novembre è il “giorno della Libertà”, e l’ha voluto il Pdl

Il guaio dell’uso politico del passato è che a un certo punto cambia qualcosa e quello che prima sembrava imprescindibile e un fondamento della propria identità (insomma “mai più senza”),diventa nulla, si dissolve e tutti diventano distratti.
Si consideri la giornata di ieri, 9 novembre.
Se si va sulla pagina web del dipartimento politiche europee della Presidenza del Consiglio, attuale ministro per le politiche europee è Anna Maria Bernini (qualcuno sa che abbiano un ministro per le politiche europee?) nominata il 28 luglio 2011, si legge un testo del 12 aprile 2005 che recita:
“Il 9 novembre, giorno della ricorrenza dell'abbattimento del muro di Berlino, sarà la ''Giornata della libertà''. Lo prevede una legge definitivamente approvata dall'Aula della Camera dei Deputati nella seduta del 6 aprile scorso. I voti favorevoli sono stati 247, 206 i contrari e 5 gli astenuti. In base al testo varato dal Parlamento, la Repubblica italiana dichiara il 9 novembre ''Giorno della libertà'', quale ricorrenza dell'abbattimento del muro di Berlino, avvenuta nel 1989, evento simbolo per la liberazione di Paesi oppressi e auspicio di democrazia per le popolazioni tuttora soggette al totalitarismo. In occasione del ''Giorno della libertà'' saranno annualmente organizzati cerimonie commemorative ufficiali e momenti di approfondimento nelle scuole”.
Qualcuno ne sa qualcosa? Non solo del ministro, che potrebbe anche essere un fatto di secondaria importanza (con tutti questi che vanno e vengono è facile perdere di vista qualcuno, senza offesa), ma soprattutto sa qualcosa della celebrazione di questa giornata ieri? Dev’essere che, improvvisamente, ieri per una parte consistente degli italiani non era il caso di festeggiare pensando a se stessi nella parte di quelli “travolti dalle macerie”. Ah! l'uso politico del passato!

 Iscriviti alla newsletter

Vuoi essere sempre aggiornato? Iscriviti alla newsletter de Linkiesta.it .

Quando invii il modulo, controlla la tua inbox per confermare l'iscrizione

 Seguici su Facebook