Riccardo Puglisi
Una firma di tutto riposo
12 Novembre Nov 2011 2259 12 novembre 2011

Il Pendolo di Goldman

C’è sicuramente una congiura contro di noi, italiani brava gente. Dei cattivissimi esseri chiamati speculatori si sono incontrati in qualche stanza non virtuale e hanno deciso di mandare in bancarotta lo stato italiano.

Anzi, da bravi strozzini sono andati avanti a prestare soldi allo stato italiano per decenni, per poi toglierglieli nel momento più inopportuno, a meno di ottenere un tasso di interesse di oltre il 7 percento. A mo’ di funesta ciliegina sulla torta, questi speculatori riescono adesso a piazzare un loro emissario che si chiama Mario Monti come presidente del consiglio, perché svenda immobili, partecipazioni azionarie e aziende municipalizzate alle perfide multinazionali straniere.

Nei momenti di caos e incertezza è rassicurante pensare a un bel complotto globale che spieghi in una volta sola quello che è successo, succede e succederà. Nel Pendolo di Foucault di Umberto Eco i redattori di una piccola casa editrice all’incirca per gioco inventano la trama di un onnicomprensivo complotto esoterico che mette insieme cavalieri templari, rosa-crociani, massoni e tanti altri. Dopo averlo inventato spargono in giro segnali, che ahimè vengono seriamente creduti da chi non aspettava altro che “un segno”.

Ed ecco il pendolo di Goldman (Sachs). Non pochi esponenti del governo dimissionario e della sua maggioranza lanciano ora messaggi a proposito di una congiura delle grandi banche internazionali contro i solidi BTP nostrani. E in una lieta riedizione delle convergenze parallele, dal lato dell’opposizione si ascoltano argomentazioni molto simili.

Ma mettetevi nei panni di un povero (o ricco) investitore che gestisce i propri risparmi o quelli altrui. Non chiedereste un tasso di interesse più elevato ad un debitore che corre un rischio maggiore di non restituirvi il prestito? In condizioni ancora più difficili, non smettereste del tutto di prestargli i soldi? Potreste essere anche degli speculatori al ribasso che vendono adesso a 90 i titoli di stato italiani per ricomprarli tra 10 giorni ad 80. Tra l’altro potreste anche sbagliarvi, se dopo una seria manovra finanziaria di rientro il rischio sui titoli di stato si rivelasse molto più basso. E allora la trama del complotto cambierebbe direzione e dovrebbe indurvi a comprare titoli italiani a man bassa.

Ma forse dietro a tutta questa speculazione ci sono veramente i cinesi con il loro surplus commerciale, i loro fondi sovrani, e i loro ineffabili detti. Ad esempio questo: “È molto difficile vedere un gatto nero in una stanza buia. Specialmente se il gatto nero non c’è.

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