Saro Capozzoli
Bussola cinese
13 Novembre Nov 2011 2353 13 novembre 2011

Tutta una questione di credibilità

Da lontano anche la Cina sta guardando con interesse e preoccupazione quanto accade in Italia e non certo per le nostre bellezze naturali ma solo per capire dove andrà l’Euro e fino a quanto potrà credere al nostro sistema economico in generale, e all'Italia in particolare. Le banche cinesi sono già in allerta quando si tratta di accettare garanzie bancarie dal nostro paese.

La situazione caotica della settimana scorsa, quando bastavano semplici voci di corridoio di dimissioni o meno del premier italiano per far scendere o salire le borse e lo spread, i cinesi hanno congelato il pacchetto di aiuti da 100 miliardi di Euro per il fondo europeo per la salvezza degli stati. Cosa avreste fatto al loro posto?

E’ questo un momento di grande incertezza anche per i leader cinesi che stanno assistendo a uno spettacolo europeo che non comprendono appieno e questo li preoccupa non poco. Quindi restano a guardare per capire come posizionarsi.

Abbiamo creato una moneta unica, si è voluta estenderla il più possibile alla gran parte dei paesi europei ma senza imporre una politica unica fiscale e di controllo della spesa, e senza avere un ministero dell'economia centralizzato.

E’ ora urgente e imprescindibile che non solo l’Italia si svegli e riprenda in mano la propria dignità, ma anche l’Europa dovrà evolvere e rendersi conto che non esistono più i singoli paesi, ma un'unica entità che di chiama EUROPA.

Gli Stati Uniti hanno assorbito il fallimento della California senza grandi ripercussioni che pesava ben più della Grecia proprio perchè il sistema è integrato negli USA, mentre da noi siamo un grande puzzle scombinato che non convince nessuno.

Se mancheremo quest’occasione di rifondare il nostro sistema economico, allora paesi come la Cina inizieranno a ignorarci e a proseguire il loro percorso ineludibile: continuare ad espandersi nei mercati lasciati liberi e ignorati da noi (Italia) come l’Africa, l’Asia e da grandi porzioni del Sud America, per allocarsi le materie prime e le risorse necessarie per sostenere lo sviluppo e la pressione demografica di una popolazione che cresce di 30 milioni di persone all’anno!

Quindi, mentre il mondo trova nuovi equilibri e centri di interesse, mentre noi perdiamo sempre più mercati e opportunità perché siamo non credibili e lenti nel muoverci per il mondo, ecco che con il nuovo governo Monti abbiamo forse l’ultima chiamata per la salvezza. Se saremo capaci di rovinare anche questa ultima opportunità, entreremo in un tunnel buio con una via d’uscita forse tra 20-30 anni.

Con gli indici economici e di sviluppo attuali, nel 2050 il nostro bel settimo posto tra i paesi sviluppati sarà solo un sogno e saremo rimpiazzati dal Mexico mentre noi scivoleremo al quindicesimo posto. E’ questo che noi vogliamo?

E’ quindi il momento del fare, rimbocchiamoci le maniche e iniziamo a lavorare per recuperare il tempo perso in questi ultimi 20 anni.

Questo governo e quelli che verranno dovranno preparare gli strumenti per farlo: vera liberalizzazione dell’economia, rimozione dei privilegi e degli ordini professionali, incentivare la ricerca scientifica e supportare la scuola, limitare le cariche politiche al massimo a due mandati, ma la cosa più importante è una legge seria che eviti TUTTI i conflitti di interesse perché chi governa il paese lo faccia solo per il bene di tutti oltre una legge elettorale che dia reale voce al popolo.

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