Google e gli altri
14 Novembre Nov 2011 1147 14 novembre 2011

Berlusconi nevrosi collettiva degli italiani? Google ci psicanalizza

Google non è uno psicanalista, ma talvolta il suo funzionamento mostra qualcosa di simile alla dinamica delle libere associazioni di idee che si consumano sul lettino del medico. Dailybest ha tentato un esperimento molto interessante a questo riguardo: ha fatto ricorso alla funzione di autocompletamento della stringa di ricerca per verificare quali sono le domande più frequenti poste dagli italiani al motore di ricerca sull’ex presidente del consiglio. Qui sotto riporto l’esempio della A e della B, ma Dailybest ha proseguito l’esercizio controllando a quali parole viene associato il nome di Berlusconi per tutte le lettere dell’alfabeto.

Il meccanismo è denominato “Google Instant”: mentre si sta ancora compilando la formula di interrogazione, il motore rintraccia le query con la stessa sequenza di caratteri che sono state imputate dagli altri utenti in precedenza, e che sono state memorizzate dalla piattaforma. Il Sistema le elenca in ordine di frequenza nel box di ricerca, con lo scopo di guidare l’utente alla definizione del tipo di domanda che potrebbe elaborare – seguendo la traccia di ciò che è stato richiesto più spesso sullo stesso argomento. L’elenco di screenshot che viene dispiegato da Dailybest offre quindi un quadro piuttosto completo del tipo di associazioni che si scatenano nella mente del pubblico web in connessione con l’idea di Berlusconi: un po’ come quando l’analista chiede al paziente quale nozione si combini spontaneamente con la parola che sta pronunciando.


Nell’ultimo anno in Italia la parola “Berlusconi” è stata cercata da sola su Google in media 135 mila volte al mese; si aggiunga un altro 1,2 milioni di richieste dove il termine figura in compagnia di altri lemmi. Se si allarga l’estensione della ricognizione al resto del mondo, i numeri raddoppiano.


E’ interessante evincere alcune indicazioni sul quadro culturale che emerge dalle libere associazioni degli utenti di Google. Naturalmente balzano in primo piano le attività cui l’ex presidente del consiglio ha dedicato una quantità rilevante delle sue energie: il bunga bunga, le barzellette, i condoni, le donne, le gaffes, il Milan, la patonza, Ruby, i processi, la pompetta, le tasse. Le intercettazioni, Lavitola, Tarantini e Tremonti compaiono come contrappunti obbligati di questa varietà di interessi, che gli utenti ricostruiscono tramite query il cui linguaggio metaforico ha una forza solo di poco inferiore a quella necessaria per identificare i personaggi istituzionali con cui Berlusconi era in contatto. “Culona inchiavabile” è un esempio di ciò che i filosofi analitici chiamerebbero una descrizione definita della cancelliera tedesca Merkel; l’ipotesi viene corroborata dall’occorrenza di una stringa poco differente, ma con maggiore potere esplicativo: “berlusconi merkel culona”. Zapatero, Gheddafi e Hitler sono gli altri personaggi con cui l’ex presidente del consiglio viene collegato in modo diretto; è poco probabile che il richiamo al dittatore nazista si fondi sul sospetto di un incontro organizzato dal ministero degli affari esteri. Esiste poi un elenco di corrispondenze inverse, dove Berlusconi è posto in alternativa a Bersani, Prodi, Fini e Veltroni.


Non mancano alcune formule allucinatorie attribuite all’ex premier: i comunisti bollivano i bambini, i poveri sono persone diseducate al benessere, la crisi non esiste. Non è chiaro quanto queste affermazioni provengano da Berlusconi in persona, né quanto egli inclinasse a questi fantasmi; ma la curiosità del pubblico non è comunque orientata in questa direzione. Più che altro gli utenti chiedono di Berlusconi “quanto è alto”, “quanti anni ha”, “quando muore” e “quanto guadagna”. La prima e la terza interrogazione mostrano i sintomi delle formulazioni oblique del linguaggio proprie dell’ironia e delle strutture ottative.
Davanti alla constatazione realistica “i soldi sono finiti”, gli italiani sono stati mossi da queste aspirazioni nei confronti delle future operazioni dell’ex presidente del consiglio: a casa, a morte, dimettiti, vattene. Anche queste opzioni erano rimaste fino a qualche giorno fa nella dimensione allucinatoria; se questo rovesciamento di fronte dovesse essere interpretato come una regola, forse un giorno i comunisti bolliranno i bambini – ma speriamo che più amabilmente saremo autorizzati ad esclamare che “la crisi non esiste”.


Anche le condizioni esistenziali di Berlusconi sono entrate nelle ossessioni del pubblico: “colpito”, “ferito”, e “dimesso” ci riportano al terribile incidente del 13 dicembre 2009 in piazza del Duomo a Milano, così come “picchiato” e “humanitas”. “Ricattato”, “si incula una vigilessa” e “usa la pompetta” dissolvono l’atmosfera di pietas per la violenza subìta e ci restituiscono un’immagine più consueta dell’ex presidente del consiglio, circondato dalle sue preoccupazioni abituali. Non stupisce quindi che “zotico” e “zotico volgare” chiudano la rassegna, con un sigillo capace di esaltare le caratteristiche che contraddistinguono i contenuti dell’intera sessione terapeutica. Nel quadro dell’associazione di idee che si scatena nelle menti degli italiani sul web, il leader del partito dell’amore inclina per un’interpretazione spiccatamente pornografica di questa passione, che investe i premier degli altri paesi, gli amici di cui si circonda e i fedeli servitori del paese come le vigilesse. Le ideologie e le posizioni politiche vengono ridotte a slogan semplicistici e prepotenti, che richiamano una risposta da parte del pubblico a sua volta improntata all’aggressività verbale. Anche l’unico momento di pietas che viene concesso a Berlusconi è connesso ad un gesto di brutalità esasperata. In mezzo a tanta furia persino la pornografia perde il lato di divertimento per rimanere intriso di violenza, legata ai ricatti, ai processi, alle intercettazioni, ai Lavitola e ai Tarantini.


“Zotico e volgare” è l’etichetta appropriata anche al linguaggio con cui si esprimono le domande, che ricalca con la massima fedeltà quello usato dal soggetto ricercato. Ancora peggio, è l’epiteto giusto per i concetti che dominano il mondo della politica, e per il modello di successo che i leader nazionali hanno proposto all’intera classe dirigente (e a quella soccombente) del paese: il potere senza alcuna capacità di avere una visione del mondo e alcuna capacità di decisione, il sesso facile con donne facili, un’abbondanza mai chiarita di disponibilità finanziarie. Questa è la triade di benefici promessi a chi accetta il modello come regola di comportamento. Qualunque traccia di un pensiero più originale, di un desiderio meno squallidamente banale, è espunta dal prototipo.


Quanti anni ci vorranno per uscire da questo baratro di inciviltà, dal punto più basso mai raggiunto dalla cultura in Italia (Medioevo incluso)? Nemmeno Google per ora azzarda risposte. L’unica cosa certa è che la parcella sarà molto salata.

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