Arabic Portraits
14 Novembre Nov 2011 0806 14 novembre 2011

Il "bilionaire tycoon" é finito

Viste da qui, dagli expat italiani, le dimissioni di Silvio Berlusconi hanno dato uno scossone, nel senso letterale del termine. Col distacco che comunque si acquisisce vivendo all'estero rispetto alle questioni del proprio paese, é stato come aprire gli occhi sulla realtá due volte. Diciamo la verità, negli ultimi tempi dilagava la rassegnazione e, anche qui, con gli altri stranieri, si evitava di parlare di Berlusconi. La vergogna prevaleva.

Bene, gli articoli dei giornali e la tv, oltre chiaramente a dare la notizia (peraltro con molti particolari e spiegazioni approfondite), hanno tolto ogni dubbio su come venivano considerati Berlusconi e l'Italia all'estero. Anche in un paese come gli Emirati, dove di democrazia ce n'è ben poca.

Berlusconi, senza mezzi termini, non é niente altro che un magnate miliardario ("the milionarie tycoon", Gulf News di ieri) o ancora un "controversial magnate nicknamed Il Cavaliere" (The National), che ha fatto i propri interessi in un Paese definito il suo tumultuoso regno ("his tumultuous reign", ancora The National). Insomma, una squallida dittatura guidata da un omuncolo corrotto e immorale (giá, qui la condotta conta moltissimo).

Niente di nuovo ovviamente, ma sentirlo da fuori, lontani dall'Italia, ha un altro peso. E' come se avesse risvegliato da un lungo torpore: ma come é stato possibile arrivare fin qui? E' questa la domanda che assilla, soprattutto chi dall'Italia ha deciso di andarsene. E la sensazione é un misto di senso di colpa e di rabbia.

Quanto al futuro del nostro povero paese, da queste parti per ora non c'é una grande fiducia. Nonostante la figura di Mario Monti rassicuri, quello che viene definito il toxic mix di 2.600 miliardi di dollari di debito, di un tasso di crescita bassissimo e degli elevati costi della politica, porta solo previsioni molto negative.

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