Blot
14 Novembre Nov 2011 2058 14 novembre 2011

Intervista a Michele Ferrarese, direttore creativo di Floptv

Attiva da neanche 3 anni, che sul web comunque sono ere geologiche, Floptv si è da subito imposta come una delle realtà produttive legate alla fiction, all’intrattenimento e al web più vivaci e interessanti in Italia. Forte delle collaborazioni di Maccio Capatonda, Elio, il culturista Davide e una miriade di altri personaggi, FlopTV sforna a ripetizione piccoli capolavori di comicità, a seconda dei casi, surreale, grottesca, demenziale, nonsense, trash, involontaria.

Abbiamo intervistato Michele Ferrarese, il direttore creativo di Floptv, per comprendere con lui questo mercato che muove cifre di spettatori e conseguentemente inserzionisti sempre più interessanti, oltre a essere un’ottima palestra creativa che dà modo di emergere a giovani professionisti in un mercato difficilissimo e sempre più saturo, che raramente si apre a sperimentazione, novità e nuove leve.

Michele, comincerei molto semplicemente facendoti presentare.
Sono Michele Ferrarese, attualmente sono direttore creativo di Fox Factory, la business unit di Fox dedita al brand entertainment e allo sviluppo di nuovi format, pubblicitari e non. Sono stato direttore creativo del canale Fox e di FX. Nasco come producer e copywriter, prima ancora musicista. Fox Factory si occupa essenzialmente di iniziative speciali per vari clienti commerciali che vogliono associarsi ai nostri brand.

Fantastico, ma scusa, questo che c’entra con Floptv?
E’ all’interno di Fox Factory che è nato il progetto Floptv, che è un po’ il nostro secondo lavoro, un progetto sperimentale e creative oriented.

Bene. Ora che sappiamo dove è nata, vuoi dirci anche perché?
Alla base di Floptv c’è una semplice constatazione: cos’è che rende ripugnante la tv per un certo target (15-24), che la sta praticamente abbandonando a favore di internet? Secondo noi lo sbaglio della tv, soprattutto della generalista, è quello di voler allargare i prodotti al maggior numero di persone possibili, creando degli ibridi che spesso per piacere a tutti diventano mediocri. Ecco, credo che un certo target stia scappando dalla mediocrità. Fregarsene di piacere a tutti è stato il primo input editoriale. Ci siamo resi conto in seguito che era una chiave per piacere invece a molti.

Ti va di darci qualche numero? Quanti siete a lavorarci, quanti accessi, quanti autori, quale mole di denaro muovete…
La struttura di Flop è molto semplice: siamo noi della factory (cinque persone) più due ragazzi del dipartimento New Media. Il budget di produzione è basso e siamo molto bravi a produrre con poco. Collaboriamo con una miriade di case di produzione piccole e dinamiche e spesso creiamo squadre “su misura” a seconda dei progetti. Siamo in contatto con molti autori e riceviamo una media di dieci proposte nuove ogni mese. In due anni e mezzo abbiamo prodotto o fatto produrre circa cinquantacinque serie complete più un centinaio di pilota e pezzi unici. Ci avviamo ai venti milioni di video visti e abbiamo una permanenza media sul sito di circa dieci minuti. Per quanto riguarda i ricavi non sono autorizzato a parlarne, ma la pubblicità sul sito è praticamente raddoppiata nell’ultimo anno.

Quali sono i compiti di un direttore creativo?
Per quanto riguarda Flop, essenzialmente sono occuparsi della produzione, trovare sempre nuove idee, curare l’aspetto e la funzionalità del tutto.

Quali caratteristiche deve avere un progetto per attirare la tua attenzione?
Se comico è molto semplice (e difficilissimo allo stesso tempo): deve far ridere. Se ci riesce in modo un po’ amaro ancora meglio. Se non è espressamente comico deve avere una sua integrità di racconto e una rilevanza per i nostri utenti.

Qual è la linea editoriale che seguite?
Cerchiamo di far ridere, chiaramente, e non sempre ci riusciamo. Anche se ritengo che la media sia più che buona. Privilegiamo storie un po’ amare e surreali. A volte privilegiamo il lato ”basso” della risata. Altre volte quello “alto”.

Di quali produzioni sei particolarmente orgoglioso?
Per motivi diversi: “La villa di lato” di Maccio Capatonda, “SuperG” (ancora inedito), “In forma con Davide”.

Qual è la direzione che sta percorrendo il mondo della fiction?
Sia a livello internazionale che a livello nazionale osservo una mancanza di contenuto valido. Un progressivo allontanamento dalla realtà. Mi sembra che in generale gli ultimi anni siano stati dedicati a ottimizzare le produzioni, a “scientificizzarle” oltre misura, producendo a tavolino operazioni buone sulla carta ma scarse una volta realizzate. In Italia l’età degli spettatori si è alzata e non si riesce a uscire dal circolo vizioso “non innovo perché il target non me lo chiede, gli spettatori sono vecchi, quindi produco contenuti vecchi”. Credo che la fiction paghi anche i suoi alti costi di produzione. A livello internazionale dopo Vampiri e Zombie non vedo niente di nuovo all’orizzonte.

Sai indicarci il segreto per produrre fiction di qualità con budget contenuti?
Non è un segreto: talento, esperienza, tecnologia.

Tra 10 anni, come ti immagini che sarà Floptv?
Onestamente non ne ho idea. Potrà non esistere più o essere invece un brand importante nell’intrattenimento. Se non esisterà più sono convinto pero’ che la sua esperienza sarà la base per il successo futuro di qualcos’altro.

E tu, come ti immagini tra 10 anni?
Come adesso. Un po’ più stanco probabilmente. Tra dieci anni mi piacerebbe insegnare.

Che consiglio daresti a dei giovani film maker che tentano di inserirsi nel mercato?
Fate esperienza, preparatevi bene. Siate appassionati e non perdete di vista i cambiamenti. Ultimamente si è abusato del termine videomaker a tal punto che per me è diventato sinonimo di “quasi regista” o “quasi produttore”. Ritengo che una buona fotografia o una buona inquadratura restino tali indipendentemente dal contenuto. Tecnicamente studiate i classici del cinema e siate un po’ reazionari. A livello di contenuti siate invece i più liberi possibile.

Che differenze esistono tra una sitcom di Floptv e una televisiva diciamo "classica"?
Tecnicamente qualche zero in più nei budget!

Quale fiction italiana vorresti aver prodotto tu? E quale internazionale?
Italiana nessuna, a parte quelle di Flop. Internazionali: “The Office” (la versione Inglese) e “Arrested Developpement”.

Oltre alle sitcom, Floptv produce trasmissioni praticamente di ogni genere. Anche qui: in base a quali criteri punti su un prodotto piuttosto che un altro?
Istinto, sesto senso e rapporto costo/qualità.

Perché la scelta della diffusione solo via web?
In realtà noi siamo dovunque:
Web
IPhone
IPad
Android
Smart Tv Samsung
Smart Tv Philips
Play Station 3
Cubovision
Essere sul web per noi vuol dire essere dovunque. Potenzialmente abbiamo un pubblico più vasto di quello della tv.
Parallelamente alcuni prodotti di flop sono andati sui canali Fox e contiamo di ripetere l’operazione in futuro.
Un canale televisivo Flop? Forse in futuro. Ma non ne avverto la mancanza. E’ la tv che si sta avvicinando al web e non viceversa.

In base alla tua esperienza, quali caratteristiche deve avere un video su internet per diventare popolare?
Domanda complessa e di lunga spiegazione. Non ce la faccio a risponderti.

Dovendo scegliere, punti sulla qualità o sulla popolarità?
Credo che concetti come “qualità” e “popolarità” vadano ridefiniti sul web. Se intendiamo come qualità la professionalità espressa nel produrre storie, punto su questa.

La comicità di situazione, di dialoghi, di carattere: dacci le tue dosi dei tre ingredienti per una sitcom di successo.
Le sitcom come le intendiamo (di derivazione teatrale) praticamente non esistono più. La comicità di situazione dopo un po’ rompe, i dialoghi hanno bisogno di tempo per essere sviluppati, i caratteri è difficile trovarli. Diciamo che far ridere è difficile e non esiste una formula segreta. Le formule restano quelle classiche, l’importante è adeguarle ai cambiamenti sociali e di attitudine che sono in atto.

La battuta più divertente mai detta in una sitcom di Floptv?
Dialogo tra due persone in ascensore: Saremo soli nell’universo? Dice la prima.
Tu sicuramente. Risponde la seconda.
E’ un parere personale. Anche perché l’ho scritta io.

Avessi budget illimitati e nessun vincolo di censura o di linea editoriale, cosa vorresti produrre?
Un porno di fantascienza ad alto budget.

Ci vuoi dare qualche anticipazione sulle produzioni di floptv in cantiere?
Stiamo producendo “Babbala ed il ragazzo idiota” di e con Maccio Capatonda. Si preannuncia un grande successo. Stiamo per uscire con “Super G”, una storia a metà strada tra X men e Casa Vianello e che vede come protagonisti alcuni attori del cast di Romanzo Criminale (Riccardo De Filippis, Francesco Montanari e Mauro Meconi)

Il tuo è anche un lavoro di scouting. C'è qualche volto nuovo o nuovo regista lanciato da Floptv che sei convinto che diventerà una star?
Si ma non lo posso dire per rispetto degli altri.

Ti abbiamo visto recitare in diverse serie di floptv. Ti piace di più stare dietro le quinte o in scena?
Ho sempre recitato per piacere e continuerò a farlo. In alcune scene la mia presenza come quella di altri della mia squadra è dettata da volgari motivi economici!

In chiusura, vi segnalo uno show che ho trovato particolarmente e godibile tra quelli prodotti da Floptv: Alteregay, una fiction scritta e recitata bene, che per linguaggio, sperimentazione e argomenti trattati difficilmente avrebbe potuto trovare altri produttori. E allora viva Floptv.

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