Appunti e disappunti
14 Novembre Nov 2011 0947 14 novembre 2011

Lo strano insediamento di Monti

Dopo le urla e i festeggiamenti per il crepuscolo di Berlusconi si apre un'altra pagina, quella di Mario Monti. Una pagina che per alcuni versi rassicura e per altri preoccupa. Rassicura il fatto che sicuramente un tecnico del suo calibro agirà toccando quei provvedimenti che nessun governo politico ha il coraggio di promuovere. Ma non convince l'intera operazione istituzionale...

Monti è come sappiamo un Bilderberg ma anche un membro di spicco della Commissione Trilaterale con legami con la banca Goldman Sachs, insomma un uomo che esprime il volere dell'alta finanza e quell'indole neoliberista che continua a mietere diseguaglianze nel mondo. Il suo insediamento somiglia tanto a un intervento concordato dall'esterno, atto a riacciuffare la situazione economica italiana dopo l'incapacità del governo Berlusconi. Lo dimostrano alcune anomalie: un Berlusconi troppo cedevole nella resa, una designazione fin troppo chiara da giorni, le telefonate di Obama e Sarkozy a Napolitano e la promozione tattica a senatore a vita.
Tutto appare davvero strano, perché l’autorità di Napolitano è stata fin troppo imposta ai partiti (in genere ha avuto un’indole istituzionale piuttosto timida) che semmai sembrano aver accettato l'indicazione del presidente della Repubblica. E poi le rapidissime consultazioni, quasi una mera formalità, seguite da un altrettanto rapido incarico di Governo. Non credo sia solo emergenza nazionale, era tutto già concordato…

L’impressione è quella espressa da molti commentatori, quella di un commissariamento della finanza per attuare misure dolorose. Lo stesso gioco è avvenuto in Grecia con il cambio di governo e l'insediamento di Papademos, anch'egli membro della Commissione Trilaterale e vice presidente della BCE. Il che significa che laddove vi sono delle difficoltà economiche, sono gli stessi banchieri a riaggiustare le cose… Mai come in questa occasione l'impressione netta è quella che il ruolo dei cittadini sia inessenziale. In Grecia è stata zittita la proposta di referendum sulle misure economiche, in Italia si piazza un presidente del Consiglio sponsorizzato da nazioni straniere (quale felicità per Obama, e per i leader europei!). E dunque la resa dei politicanti locali che probabilmente al di fuori del nostro orticello provinciale, appaiono stupidi e inconcludenti, molto più di come li valutiamo noi.

Ciò che spaventa è la sempre maggiore forzatura democratica esercitata da forze estranee o straniere. Ciò che spaventa è l’inconsapevolezza della società civile, l’ignoranza diffusa su quello che sono e che valgono i potenti che ci amministrano. Insomma, il dopo Berlusconi non sembra essere stato risolto dagli italiani stessi ma da pressioni esterne, da movimenti che desiderano un’Italia più europea, allineata a certe logiche che non ci rendano la pecora nera del continente.

 Iscriviti alla newsletter

Vuoi essere sempre aggiornato? Iscriviti alla newsletter de Linkiesta.it .

Quando invii il modulo, controlla la tua inbox per confermare l'iscrizione

 Seguici su Facebook