Dire, fare, baciare, lettera, pubblicità e comunicazione
16 Novembre Nov 2011 1502 16 novembre 2011

Na Na Na Natale

Mentre il generale inverno fa finalmente capolino, con le sue temperature prossime allo zero, mentre l'ora legale accorcia in maniera proditoria e ingiusta le nostre giornate ingrigendo i nostri ricordi estivi ormai quasi appassiti, ecco immancabile, irrinunciabile e inevitabile lo spot di natale.
A me emoziona, ha sempre emozionato, perché appunto, in pieno autunno quello spaccato di banalità festiva mi ricorda che fra un po cominceremo a mangiare cose che neanche sotto minaccia mangeremo in altri periodi dell'anno. Fette di salmone imburrate nel pandoro, accompagnate da insalate russe con uva sultanina, pisellini e nocciole candite, torroni duri come acciaio impossibili tagliare anche con una lama in diamante.

E' in quel momento che marche assolutamente assenti il resto dell'anno diventano incredibilmente familiari, Da Bauli a Melegatti, da Pernigotti a Sperlari passando per Paluani. Tutti nomi che rimandano a una sana e antica tradizione italiana. Il commendator Melegatti, il cavalier Sperlari...sembra di stare in una riunion della confindustria brianzola.

Per i più internazionali, quelli che avevano viaggiato e sapevano le lingue c'era anche la pubblicità della Coca Cola, che faceva sognare voli intercontinentali solo per potersi sedere su una collina con una candela in mano e far parte dell'albero finale.

Che poi, va detto, ora che tutti parlano di unità nazionale, di frattura nel paese. Sarebbe anche ora che si finisca con la più irriducibile e più feroce divisione che da sempre, affligge l'Italia. Divisione che ha distrutto e sta distruggendo intere famiglie italiane, fratelli che non si parlano più, cognate che si insultano e si rinfacciano accuse a vicenda, suocere cacciate di casa, famiglie, insomma distrutte.

La difficile scelta tra il pandoro o il panettone.
Altro che destra e sinistra.

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