ITALIABILITY
17 Novembre Nov 2011 1254 17 novembre 2011

Veneto, la Regione paga quando vuole. Migliaia di aziende a rischio

“La liquidazione delle anticipazioni e delle erogazioni intermedie avviene compatibilmente con le risorse di cassa disponibili”. Ormai, anche nel Veneto siamo ridotti così. Questa frasetta è contenuta al punto 19 dell’allegato C alla delibera della giunta regionale numero 1735 del 26 ottobre 2011. In sostanza, significa che la Regione Veneto paga i suoi fornitori quando vuole. Già oggi il sistema delle imprese subisce una pressione straordinaria, dovuta ai tempi di pagamento della Regione. Contrariamente a ogni regola dell’Unione Europea, il Veneto paga i propri fornitori a 18, 20 o 24 mesi. E crea perdite finanziarie per circa il 10%.
Solo per fare un esempio, le agenzie private che si occupano della formazione professionale (nel Veneto ce ne sono 4.144 accreditate) sono in gran parte a rischio default. Tali enti, per chiedere alla Regione la liquidazione dei progetti conclusi, devono presentare documenti che attestino gli avvenuti pagamenti. Ma l’accesso alla liquidità necessaria da parte delle imprese è limitato, almeno nel tempo. Il sistema bancario e assicurativo, infatti, anticipa le fatture dovute per 120 o al massimo 180 giorni, mai per 540 o 650 giorni, cioè il tempo medio di pagamento della Regione. Al termine dei 4-6 mesi quali banche e assicurazioni scaricano come insoluti tali anticipi sulle aziende debitrici. Come risultato, una piccola azienda che opera nel campo della formazione nel Veneto è mediamente esposta per 500-600 mila euro, mentre i centri di formazione più strutturati arrivano a esposizione di qualche milione di euro.
Inoltre, poiché la Regione non ammette il pagamento degli interessi passivi dovuti ai suoi ritardi, per ogni anno di ritardo l’azienda creditrice perde il 5%, cioè la quota di interessi dovuta alla banca da cui ha preso in prestito il denaro. Così, 100 mila euro di credito nei confronti della Regione Veneto generano, per l’ente di formazione, almeno 5 mila euro di debito l’anno verso la banca.
E’ questo il perfetto sistema dirigistico con cui il pubblico, cioè la Regione, interviene massicciamente nel libero mercato, lo droga con soldi pubblici che poi però eroga col contagocce, stritolando così quelle medesime imprese che operano per suo conto.

Signor Rossi

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