Massimo Sorci
Attentialcane
20 Novembre Nov 2011 2105 20 novembre 2011

Monti e la diversa antropologia

Giorni fa Francesco Merlo ha scritto che con il governo Monti è finita l’era del talk show perché difficilmente i nuovi ministri frequenteranno Servizio pubblico o Ballarò o simili “pollai” (copyright by Casini, che finora non ci risulta sia stato un politico dedito al romitaggio). “Una diversa antropologia”, ha spiegato Merlo che ha anche sottolineato come “i nuovi ministri sono funzioni”. Sine ira ac studio, “senza alcuna emozione, mai niente fuori posto”.

Ora, oltre a chi considera questo tratto comportamentale un atout – soprattutto se confrontato con i frizzi e i lazzi della classe governativa precedente – c’è anche chi ne ha messo in risalto gli aspetti più divertenti. Per Marcello Veneziani Monti è l’Uomo Macchina (tutto maiuscolo), per Mattia Feltri il cyber premier. Andrea Marcenaro – strepitoso – si è occupato di prendere per i fondelli la faccenda del milanese in loden.

Mi e vi chiedo: e se Monti ci sorprendesse tutti? Se spiazzasse gli apologeti dello stile – parecchi stanno curiosamente a sinistra – e i professionisti del pezzo di colore? Perché, al netto delle misure lacrime e sangue, potrebbe anche succedere che, alla fine, l’uomo sia un simpatico e che – alla faccia di quelli che non vedevano l’ora di poter esibire all’estero (finalmente, anche noi!) una classe dirigente prussiana – gli italiani se ne innamorino per la sua cifra di persona seria ma anche ragionevole. E gli dimostrino affetto. E lui ricambi.

Certo, Merlo ha ragione, “Mario Monti non andrà (mai) a cucinare il risotto da Vespa” e la signora Anna Maria Cancellieri “non chiederà a Fabio Fazio di recitare anche lei, per par condicio, il suo bravo elenco”. Però scommettiamo che, se li invitano, ci vanno a Che tempo che fa? Che non sarà un talk show, però uno show nazionalpopolare lo è.

In fondo essere veramente democratici è una questione antropologica. Scriverne son buoni tutti.

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