Cosa succede fuori?
24 Novembre Nov 2011 1425 24 novembre 2011

C'è da aver paura per l'incontro tra Hamas e Abu Mazen al Cairo?

Il Cairo questa settimana sta facendo parlare di se , non solo per la questione della nuova rivolta araba , ma anche per un vertice a due tra Hamas e Abu Mazen , per la riconciliazione palestinese.
Il vertice si apprende che è finito da poco , i due subito hanno rilasciato una dichiarazione nella quale asseriscono: ''Non ci sono più differenze tra noi.. Abbiamo convenuto di lavorare come partner con una responsabilità unica'… questa è un'importante pagina nelle relazioni interne al popolo palestinese''.
Dovremmo aver paura ? questo è quello che si stanno chiedendo gli israeliani in questo momento (sinceramente se stessi da quelle parti melo chiederei anche io) .
I fatti di quest’anno sono poco rassicuranti per Israele , la storia è stata riscritta in tutto il Maghreb e il medio oriente con rivoluzioni e le ascese dei fratelli mussulmani, lasciando solo Israele , che quest’ultimo continua una “crociata verbale” contro tutti i suoi vicini e anche quelli un po’ più lontani (come l’Iran).
Poi il riconoscimento della Palestina come stato membro da parte dell’UNESCO , altro evento che ha messo in tensione tutto il governo israeliano ( che non è stato gradito nemmeno dall’America, che ha tagliato i fondi all’UNESCO).
Insomma Israele quest’anno si è svegliato e ha capito di essere in una polveriera , ma invece di riflettere e utilizzare la diplomazia, si sta facendo prendere dal panico , non ragionando più sulle decisioni e sulle mosse , minacciando chiunque .
Quindi rispondendomi alla domanda di prima , secondo me si, però dovremmo avere più paura della paura presa al governo di Netanyahu che non riesca più a ragionare concretamente.
Anche perché l’accordo di oggi al Cairo è importane e se questo fosse quello buono , ( in passato c’è ne sono stati altri ma poi tutti sfumati) , si vedrebbe per la prima volta Striscia di Gaza e la Cisgiordania unite e stando ai punti dell’accordo con un governo tecnico ( che ora va di moda ) per arrivare alle elezioni in primavera .
Se Israele non si farà prendere dal panico ma ragionerà sull’importanza di questo accordo e magari appogiandolo , nei limiti che possa fare , potrebbe essere l’inizio del processo di pace , dato che quello di oggi da parte della Palestina segna la volontà di diventare uno stato democratico e libero.

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