Massimo Sorci
Attentialcane
26 Novembre Nov 2011 1029 26 novembre 2011

Ecco perchè Travaglio è un po' berlusconiano

Quando Marco Travaglio, il sopracciglio alzato, fa le sue tirate stringenti, geometriche e mozzafiato contro questo e contro quello, uno – a prescindere dal contenuto – non può fare altro che essere d'accordo.


Più che altro perché non ce la fa a seguirlo per intero. Le cifre, le circostanze, i rapporti descritti sono un unico groppo fonico-magmatico che assale lo spettatore e chi gli siede intorno, nello studio – si vede chiaramente – abbozza sorrisi sì compiaciuti, ma assolutamente privi del conforto della comprensione.

Chè il plot è troppo dettagliato e forse sarebbe più adatto alla trama di un giallo o di un poliziesco, non ad un programma tv. Non puoi tornare indietro, non puoi rileggere, non puoi sottolineare. In fondo Travaglio dei dati se ne frega. Paradossalmente li utilizza come scenografia dello spettacolo ed è la sua immagine di implacabile cazzuto che sta al centro della scena.

Lui lo sa. Altrimenti perché, pur utilizzando il computer, legge da quei quadernini frusti e vagamente sabaudi? Che quasi quasi viene il dubbio che i suoi interventi li trascriva in un secondo tempo, con tutte le correzioni e le sottolineature, al solo scopo di fare show. Sì, insomma, per fare il figo.

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