Cosa succede fuori?
28 Novembre Nov 2011 1253 28 novembre 2011

Guerre interne.

Cosa accomuna il Brasile con il Messico ?
Tutti voi risponderete;” Facile la lotta alla criminalità organizzata” ma molti di voi non sanno che c’è un comune denominatore che potrebbe far paragonare questi due paesi all’Iraq e in qualche modo coinvolgere anche l’Italia .
Entrambi i paesi hanno una vasta superficie , quindi la lotta ai narcos (cosi vengono chiamati i narcotrafficanti) è quasi impossibile soprattutto se si pensa di smascherarli nella foresta dello Yucatan o quella dell’Amazzonia.
Ma fortunatamente, se si esclude la produzione di droga queste vaste aree sono poco utilizzate , i narcos principalmente si insediano dentro le grandi città o quelle di confine (caso del Messico), dove è più facile stringere accordi anche internazionali .
Città del Messico e Rio De Janeiro sono le due città dove la lotta al narcotraffico cambia nome e diventa una vera e propria guerra con task force speciali al di fuori della giurisdizione della polizia o dell’esercito , in quanto i governi non si fidano delle istituzioni locali dato che le reputano corrotte al 90 %.
Le immagini che pervengono parlano da sole, elicotteri militari che volano sopra le favelas o quartieri tank e auto blindate uomini vestiti di nero con armi automatiche d’assalto come quelle usate in scenari bellici oltre oriente , ma soprattutto migliaia di vittima tra le forze speciali e narcos , ma ancora di più tra civili il cui unico errore era passare di li in quel momento ( si chiama effetto collaterale).
E questo si sapeva, come si sa che le due forze speciali sono il BOPE(Batalhão de Operações Policiais Especiais ) per il brasile ( resi noti anche da un film “toppa d’elite”) , GOPES (Grupo de Operaciones Especiales) per in Messico ( non famosi ma son temibili).
Entrambi i reparti sono autonomi rispondono solo a se stessi e al ministro della difesa , la selezione è durissima e sono loro sono loro che reclutano i militari ,dato che devono sapere tutto l’albero genealogico perché non siano coinvolti minimamente con la corruzione e il narcotraffico.
Ed ecco che ora entra il comune denominatore che per qualche verso coinvolge anche l’Italia, l’Italia , infatti la maggior parte degli istruttori sono contractor ( militari privati) italiani , stessi contractor che insegnavano in Iraq .
Infatti esistono fondi internazionali per lo smantellamento del narco traffico e sulla destinazione di questi fondi ultimamente si trova la parola formazione truppe d’elite ,
per il lavoro svolto in Iraq è stato affidato l’appalto della formazione a ditte di pmc’s(Private Military Companies).
Che tra queste ci sono molti istruttori italiani , ho provato a raggiungere uno telematicamente ma per sicurezza sua personale mi ha detto solo poche parole , pensa solo alla formazione dei nuovi membri del BOPE e che in vista delle olimpiadi in Brasile il governo sta aumentando la repressione , lui è li per” insegnare a sparare “al cattivo” non ai civili”.
Gli posto anche la domanda alla quale nessuno mi risponde mai : “perche lo fai” , ma alla domanda quanto guadagni mi ha risposte sui trecento dollari al giorno ….
Queste sono guerre che logorano i paesi e sono terribilmente cruente quindi è giusto che utilizzino qualunque risorsa per combatterlo , è giusto utilizzare risorse esterne perché quelle interne facilmente corruttibili , altrimenti rischierebbero , queste due grandi nazioni di fare la fine della Colombia costretta dalla sistema corruttivo intero, adagiandosi nelle mani dei narcotrafficanti.

NDR: la prossima volta che ti accendi uno spinello o fai peggio pensa che te sei dalla parte dei narcotrafficanti !


 Iscriviti alla newsletter

Vuoi essere sempre aggiornato? Iscriviti alla newsletter de Linkiesta.it .

Quando invii il modulo, controlla la tua inbox per confermare l'iscrizione

 Seguici su Facebook