Arabic Portraits
29 Novembre Nov 2011 1746 29 novembre 2011

His Highness

Lo so, si fa fatica a credere. Ma dopo la sentenza che, solo l'altro ieri (come ho raccontato), ha condannato i cinque attivisti e blogger emiratini a tre anni di carcere, é arrivata l'amnistia. Anzi, il perdono.

Già, lo Sceicco oggi si é svegliato di buon umore e ha deciso che, in occasione della giornata dei quarant'anni degli Emirati Arabi Uniti (il 2 dicembre), i Suoi cinque cittadini possono tornare in libertà.

Chiaramente siamo tutti felici che la vicenda si sia risolta così. La priorità era che i cinque uomini tornassero a casa. Questo caso, però, lascia davvero sconcertati e sorpresi. Qui la realtà non smette mai di superare l'immaginazione.

His Highness Al Nahyan, a un giorno dalla sentenza di condanna della Corte Suprema di Abu Dhabi, ha perdonato coloro che finora considerava colpevoli. E non di un reato qualsiasi, ma di essere una seria minaccia per la sicurezza dello stato. Li ha lasciati oltre sette mesi dietro le sbarre, li ha fatti torturare, li ha obbligati a dire di essere colpevoli e ha costantemente fatto arrivare messaggi intimidatorie ai familiari. Poi, con sprezzo, non solo verso di loro ma anche verso giudici e avvocati che comunque hanno cercato di fare un processo, ha detto: "bene, ora liberateli".

Quale gesto più forte e violento, molto più potente di una sentenza e del carcere, per mettere i cinque a tacere per sempre e fargli capire, una volta per tutte, che lo Sceicco dispone completamente della vita dei suoi cittadini?

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