Il picchio parlante
2 Dicembre Dic 2011 1401 02 dicembre 2011

Investimenti verso il web per uscire dalla (futura) recessione

Il ministro dello sviluppo economico e delle infrastrutture e trasporti, Corrado Passera, durante il suo intervento di ieri aveva ammonito:"C'è la possibilità di andare in recessione dal prossimo anno", ed a quanto pare ha subito trovato conferma in base alle indicazioni fornite da Confcommercio e Confindustria. Così invece di andare avanti con un modesto 1% di crescita -preventivato ad inizio anno da più parti- quasi sicuramente il prodotto interno lordo italiano nel 2012 sarà nuovamente con il segno meno davanti. L'inasprimento della pressione fiscale e la disoccupazione crescente completeranno il quadro di una situazione drammatica.

Occorerebbe allora, puntare su un'economia che metta al centro innovazione e sviluppo, e non bisogna fare chissà quale lungo viaggio o interminabile ricerca per trovare lo strumento adatto: esiste già, ed è il celebre world wide web. E' stimato che la rete potrebbe contribuire a far crescere il Pil dell'Italia tra il 2 e il 3%, aiuta le imprese a fatturare il 10% in più, e negli ultimi anni ha creato diverse centinaia di migliaia di posti di lavoro; per ogni posto di lavoro perso, la rete ne favorisce quasi il doppio.

E' necessario quindi colmare nel più breve tempo possibile il digital divide, cercando di aumentare la copertura e la velocità dell'ADSL, soprattutto nelle zone isolate dove si scontano i maggiori ritardi dell'Italia. Solo sostenendo ed incentivando l'e-commerce possiamo tornare ad esportare in modo massiccio i prodotti nostrani, ed è necessario quindi dirottare una parte dei sostegni pubblici alle aziende che sanno essere creative ed innovative, per crescere di competitività.

Promuovere l'e-tourism per far conoscere la bellezza del nostro territorio, in modo da avere un quantitativo sempre maggiore di turisti-e non in calo come negli ultimi anni. Ma investire risorse anche sull'e-government, per semplificare le procedure burocratiche sulle piccole e medio imprese e sulle famiglie, per snellire l'apparato amministrativo dello Stato (http://www.linkiesta.it/rete-gare-pubbliche-forniture) ed essere ai livelli europei per quanto riguarda la trasparenza e la controllabilità delle istituzioni (che manco a dirlo, vede l'Italia nei fanalini di coda in Europa), così da dimenticarci anche il significato del conflitto d'interessi.

Onorevole ministro Passera, visto che i due importantissimi ministeri che sono direttamente collegati all'investimento strategico-economico sulla banda larga, non demandi a terzi la questione, e cerchi di prendere decisioni concrete invece di "inaugurare" mestamente la recessione.

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