Andrea Cinalli
Serialità ignorata
3 Dicembre Dic 2011 1517 03 dicembre 2011

Sfogo di un aspirante reporter

Diciamocela tutta: fare il giornalista non è che sia una gran figata. Specie in Italia. Specie coi tempi che corrono. Poche le piccole testate che garantiscono anche solo una manciata di spiccioli per un articoletto, una recensione. Molte le riviste che retribuiscono lautamente i collaboratori per poi chiudere i battenti nel giro di un paio di mesi, vittime della crisi che ha messo in ginocchio anche l’editoria. Un’infinità, invece, i quotidiani online che promettono il patentino da pubblicista senza neppure consentire di raggranellare un soldo. Il che ha dell’assurdo considerando che l’Ordine richiede espressamente ricevute di pagamenti per un minimo di 1000 € (la somma può variare a seconda dell’Ordine regionale). Ma, si sa, i furbetti si annidano un po’ ovunque, anche nelle redazioni di piccoli/grandi quotidiani.
Spesso, avendo a che fare coi capiredattori insubordinati, che dapprima zelanti assicurano adeguate retribuzioni con tanto di sorriso sulle labbra e poi nel migliore dei casi ti ignorano, capita che quell’ambizione che ti ha spinto nelle ore più inconsuete – anche nel cuore della notte – a trascinarti giù dal letto per buttar giù una bozza sulla notizia appena battuta dalle agenzie di stampa si affievolisca. E in quei frangenti anche mettere in fila due parole può costituire una difficoltà insormontabile. Allora come rimediare? Come ritrovare quello slancio verso la passione giornalistica?
Personalmente, conosco solo un antidoto: Dirt.
Okay, datemi del sempliciotto, ma per me è sufficiente una puntata del telefilm prodotto dalla Coquette Productions (la casa di produzione di Courtney Cox e consorte) e trasmesso per due sole stagioni sulla FX americana (network, per inciso, di American Horror Story), per riscoprire, intatta, quella passione autentica che fin da piccolo mi ha animato. Per tornare raggiante e motivato ed esclamare: “Ecco, è questo che voglio fare!”, illudendomi che un giorno anch’io, come i reporter protagonisti, avrò la mia troneggiante scrivania in redazione con tanto di stipendio fisso.
Dinanzi allo schermo, assorto nella contemplazione del magico mondo della stampa americana, e in particolare della superba redazione di DirtNow, teatro delle vicissitudini dei giornalisti, quel sogno si fa meno irrealizzabile e un po’ meno distante.

Sarà la lodevole interpretazione di Courtney Cox, una che, dopo aver appeso al chiodo il grembiulino da chef dell’irriverente Monica Gellar di Friends, riesce credibile anche nelle vesti di inflessibile caporedattrice di un prestigiosissimo magazine; oppure saranno le fila narrative così sapientemente tessute nell’arco della prima stagione… Fatto sta che questa serie mi ha conquistato come non poche. E l’idea di una terza season che ci avrebbe permesso di sventolare i kleenex a dovere, salutando uno dei personaggi più accattivanti che il piccolo schermo ci abbia mai regalato, certo non mi sarebbe spiaciuta. Peccato che tra lo sciopero degli sceneggiatori del 2008 e i pessimi ascolti in Patria, non sia stata proprio possibile un’ultima capatina… E va bene: a chi ha seguito le 20 puntate mozzafiato (le ultime 7 un po’ meno) non resta che elaborare il lutto, confidando in un improbabile, futuro riadattamento televisivo. Mentre chi non ha ancora avuto l’opportunità di trascorrere 20 ore in piacevole compagnia – ma mica tanto – della temibile redattrice Lucy Spiller, beh, veda di fiondarsi in videoteca e accaparrarsi le due stagioni in DVD. Ma mi raccomando: niente download illegali… Altrimenti, chissà, potremmo ritrovarci – giustamente – un altro sciopero a guastare la qualità di altri grandi serial USA!

Del cast della serie un folto gruppo di attori ha successivamente preso il largo: oltre a Courtney Cox, svetta su tutti Alexandra Brenkenridge, la cronista/schiavetta ora nei panni sexy della domestica di American Horror Story; meritevole di menzione anche Ian Hart, aka Don Konkey, il fotografo affetto da turbe mentali, attualmente al lavoro su Luck, nuova produzione seriale ai blocchi di partenza sulla HBO (debutterà l’11 dicembre); Laura Allen, la stella hollywoodiana più paparazzata d’America, sarà protagonista di Awake, nuovo drama della Rete del Pavone (NBC) ispirato alla pellicola Inception; invece, per quanto riguarda Ryan Eggold, new entry della seconda stagione, il suo ultimo avvistamento risale a un anno fa sui lidi extralusso di Beverly Hills, 90210… Che fine avrà fatto? Vi terremo aggiornati. Nel frattempo Lucy Spiller ha già sguinzagliato quegli accoliti dei suoi reporter…

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