Non c’è crescita senza...
5 Dicembre Dic 2011 1743 05 dicembre 2011

Non c’è crescita senza...“infrastrutture e stato leggero” | Giuseppe Scassellati Sforzolini

Settima puntata dell’iniziativa de Linkiesta “Non c’è crescita senza...”, tre domande su come far tornare a far crescere l’Italia inviate a professionisti, uomini d’impresa, docenti universitari e politici. Risponde l’avvocato e socio de Linkiesta Giuseppe Scassellati Sforzolini. Quali sono le prime due cose da fare? Quali sono gli ostacoli? Quali settori dove l'Italia può essere leader? Negli anni '50 l'Italia cresceva a ritmi cinesi, negli anni '70 a ritmi tedeschi e negli ultimi vent'anni senza ritmo. Mai come ora è chiaro che occorre correre ai ripari anche perché al crescere del Pil cala il debito pubblico. Ma cosa occorre fare?

1) Di provvedimenti per favorire la crescita ce ne sono diversi, ma a suo parere quali dovrebbero essere le prime due cose da fare subito?

(a) riforma di: età pensionabile (innalzamento per entrambi i sessi e abolizione delle pensioni di anzianità) e contratti di lavoro (con abolizione dell'art. 18 e dei contratti a tempo determinato) / ammortizzatori (con indennità temporanea di disoccupazione per tutti i settori)
(b) aumento imposizione sugli immobili/riduzione imposizione sui redditi

2) Che ruolo deve avere in questo senso lo Stato? Deve limitarsi a fornire al mercato le regole di cui ha bisogno per funzionare al meglio o deve intervenire direttamente? Se la risposta è la seconda, in che modo dovrebbe attuare questi interventi e in quali ambiti?

Lo Stato italiano, soprattutto nelle sue articolazioni territoriali (non dico qualsiasi Stato, ma li nostro sì), si deve ritirare dall'economia.

3) Quali sono i settori su cui l'Italia deve puntare per uscire dalle secche? Perché questi e non altri?

Industria manufatturiera e relativa ricerca, perchè siamo tra i più forti al mondo; turismo, perché siamo il paese dove tutti vorrebbero andare.

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