Accadde Domani
15 Dicembre Dic 2011 1309 15 dicembre 2011

Da Confindustria cifre da brivido. C'è il rischio che la manovra Monti si vanifichi.

Veramente impressionanti le previsioni di Confindustria sul 2012 e sul 2013. C'è davvero il rischio che la manovra che Mario Monti sta tentando a fatica di far varare al Parlamento italiano venga "divorata" dalle crude cifre che il Centro Studi di Confindustria ha diffuso oggi per agenzia. Noi ci limitiamo a riportare l'agenzia Ansa per mostrare quanto sia grave la situazione ma pur senza malizia non possiamo fare a meno di ricordare le parole del "genio" Brunetta che aveva previsto una soluzione della crisi nel giro di tre mesi. Per fortuna gli illusionismi di Berlusconi e dei berluscones sono stati svelati. Ora ci attende la dura realtà dei fatti. "Cade "l'inverno della recessione" che "in Italia è iniziata prima e risulterà più marcata" rileva il centro studi di Confindustria. Che prevede un crollo del Pil di 2 punti percentuali tra la scorsa estate e la prossima primavera. Le stime per il 2012 sono state tagliate dal +0,2% al -1,6%, per il 2011 dal +0,7% al +0,5%. Confindustria giudica "molto probabile che si attenui il reintegro delle persone in Cig, aumentino i licenziamenti, il tasso di disoccupazione salga più velocemente e raggiunga il 9% a fine 2012". Con altre 219 mila persone occupate in meno il biennio 2012-2013 si chiuderà con un calo di 800 mila lavoratori da avvio crisi a inizio 2008. "La pressione fiscale raggiungerà livelli record: 45,5% del Pil tra due anni, inclusi i tagli alle agevolazioni fiscali che dovranno scattare a partire dall'ultima parte del 2012". Lo prevede il Centro studi di Confindustria che indica: "La pressione effettiva, che esclude il sommerso dal denominatore, supera abbondantemente il 54%". Livelli "insostenibili" già quest'anno (51,3%), dice Confindustria, "specie se si considera che non corrispondono servizi pubblici adeguati". In Europa peggio solo in Francia e Belgio. La manovra - per il CsC - e' ''un primo passo nella direzione della crescita''.Ne servono su ''mercato del lavoro,ammortizzatori sociali, infrastrutture, costi della politica,semplificazioni amministrative,giustizia civile, istruzione e formazione, ricerca e innovazione,lotta a evasione accompagnata da abbattimento delle aliquote''. Le analisi del centro studi di Confindustria "evidenziano quanto la crisi abbia falcidiato i posti di lavoro tra i giovani (-24,4% per i 15-24enni, -13% per i 25-34enni da metà 2008 a metà 2011; + 6,6% per gli over 45enni)". Penalizzati "i maschi (-3,4%; zero tra le donne) e chi ha una minore istruzione (-10,6% per quanti hanno solo la licenza media, +3,1% per i diplomati, +3,9% i laureati)". "Le violenti ricadute della disgregazione della moneta unica possono essere solo congetturate", dice il centro studi di Confindustria. Che crede nel "lieto fine" ma analizza così "la posta in palio": per "alcune simulazioni riguardanti le quattro maggiori economie dell'eurozona, nel primo anno il Pil crollerebbe tra il 25 ed il 50%, svanirebbero tra i 6 e i 9 milioni di posti di lavoro in ciascuna di esse, i deficit e i debiti pubblici raggiungerebbero valori da immediata insolvenza perfino in Germania". "L'esito più probabile" della crisi è una ripresa "dalla tarda primavera 2012": il centro studi di Confindustria crede nel "lieto fine" ma avverte che saremo a un bivio "senza mezze misure" con dissolvimento dell'euro, fallimento di imprese e banche, milioni di posti lavoro persi, crisi del debito anche nei Paesi virtuosi. (Ansa).

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