La fanfara frenetica
17 Dicembre Dic 2011 1309 17 dicembre 2011

Bobby Brookmeyer è andato via.. lo rimpiangeremo...



Nella caotica ed esplosiva forgia musicale della New York degli anni 60/70,
si sono versati e miscelati moltissimi stili musicali che, attraverso un raffinamento
costante e una continua evoluzione,
hanno portato il Jazz ad essere quello che è oggi.

Un'alchimia musicale "D.O.C." che, a volte anche furbescamente,
garantisce un elevato livello di artisticità
a qualunque oggetto musicale si accompagni.




Quanti musicisti si infuriano quando Nora Jones viene definita una Jazz singer..
eppure Nora Jones ha suonato tantissimo nella scena newyorchese con musicisti jazz e quindi,
in qualche modo, è stata considerata una jazzista.
Poi la sua musica non lo è affatto ma tant'é..
questo fa comodo al mercato, che sfrutta l'etichetta per elevare le qualità del prodotto.
E Nora non c'entra assolutamente nulla.. sia chiaro.



Uno che invece è stato a tutti gli effetti un jazzista PURO, è stato Bob Brookmeyer.

Un vero intransigente, come molti altri.. Bill Russo, Johnny Richards, Thad Jones...


Morto ieri, Bob, detto Bobby, ha avuto il merito di elevare l'arte dell'arrangiamento
musicale oltre il livello di funzione formale ed organizzativa del suono,
per portarla alle vette della "pura Arte".
I suoi, non sono arrangiamenti ma vere e proprie "ricomposizioni".



La sua dimestichezza col trombone a pistoni,
in cui ha eccelso per sessanta anni almeno, era pari
alla sua straordinaria abilità di compositore ed arrangiatore.

Tale abilità, lo eleva al livello di suoi illustri colleghi come George Russell, Gil Evans, Don Sebesky,
Manny Albam e molti altri "unsung heroes"..
eroi non cantati perché fondamentalmente Uomini liberi, al di fuori del "giogo" del sistema.

Con Gary Mc Farland e Oliver Nelson e tanti altri sconosciuti ai più,
ha stimolato e portato oltre i livelli conosciuti l'Arte dell'Arrangiamento per Orchestra.




I suoi esempi sono stati studiati e trascritti da tutti i più importanti compositori del Mondo,
anche di matrice "classica/contemporanea".



Quello che lascia Bobby, è una ENORME eredità di "scores" che saranno analizzati negli anni a venire..

E il suo "swing", che nei suoi soli con Clark Terry e mille altri ha mostrato
di saper portare al massimo livello, non sarà mai dimenticato..



Ciao Bobby!

Che la terra ti sia lieve, come a noi, sono lievi e soffici i meravigliosi accordi da te alterati mirabilmente e che hai saputo così ben orchestrare!


http://www.bobbrookmeyer.com/

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