Accadde Domani
22 Dicembre Dic 2011 1345 22 dicembre 2011

Formigoni erede di Berlusconi? Ma non scherziamo

Ma lo avete visto Roberto Formigoni in quella specie di ridicolo spot mentre disegna la F con una spada come se fosse Zorro? E lo avete visto il presidente della Regione Lombardia che si mette le cuffie come fosse un teenager e inizia a ballare in modo assai goffo? Che senso ha questa pantomima? Se lo chiederanno in molti ma fino ad ora io non ho trovato una risposta plausibile. Se c'è qualcuno che ha una chiave di lettura da fornirmi lo pregherei di inviarmi un messaggio e di darmi qualche lume. Nella sua imprevedibile sceneggiata telematica Roberto Formigoni fa anche altro: legge un giornale finto e sfoggia IPad e I Phone. Di cosa vuole convincerci il vecchio ciellino oltre a mostrarci un ego gigantesco? Che lui non è così vecchio e che anzi è al passo con i tempi e con la nuova tecnologia? Che lui è un simbolo di modernità? Difficile anche immaginarlo. Se c'è un personaggio che per formazione e tradizione è da considerare un residuo della prima Repubblica, questo è Roberto Formigoni. Altro che modernità.

Un sospetto comunque viene. In previsione delle elezioni del 2013 e delle possibili primarie nel Pdl, Roberto Formigoni forse ha intenzione di candidarsi come capo del partito nell'epoca post berlusconiana. Forse rassicurato dalla promessa di Berlusconi di nin candidarsi lui Si propone come l'erede del grande capo.Tutta quella astrusa performance all'insegna della modernità potrebbe voler dire: dopo il cavaliere, grande comunicatore della seconda Repubblica ci sono io, ultimo boiardo lombardo, in grado di creare continuità tra la prima e seconda Repubblica. Se così fosse ci permettiamo di consigliare a Roberto Formigoni di lasciare perdere, di abbandonare qualsiasi ambizione in tal senso. Non basta aver creato un sistema di potere lombardo fatto di sanità sovvenzionata, di forti legami con una parte dell'imprenditoria meneghina legata a Cl per ambire a sostituire il ben più complesso sistema di potere berlusconiano. Il berlusconismo, anche nei suoi lati peggiori, era in grado di creare consenso ed egemonia culturale che andava aldilà del suo potere economico e politico. E da questo punto di vista il cavaliere non ha lasciato eredi in grado di sostituirlo. Ne Alfano nè tanto meno Formigoni.

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