Gesellschaft
25 Dicembre Dic 2011 1920 25 dicembre 2011

Se Giorgio Bocca era antimeridionalista lo sono anche io

Da poche ore è morto Giorgio Bocca. Un normale "coccodrillo" lo avrebbe definito come giornalista, scrittore e partigiano. E invece gli strepiti di chi vuol dire la sua sulla biografia e la vita degli altri non si sono fatti aspettare.
In poche ore sono comparsi in Rete post, articoli, status, tweets che identificavano il noto giornalista come un anti-meridionalista, uno che odiava città come Napoli o Palermo. Altri ancora si sono spinti oltre addirittura definendolo come razzista.
Accuse che nascono da dichiarazioni come questa:

Le forme di complicità con la Camorra sono innumeri e spesso inconsapevoli. Si vede semplicemente entrando nei negozi, negli uffici, guidando l'automobile, in questa lotta di tutti contro tutti che cerca la protezione dei più violenti. La Camorra ha avuto nella grande città una funzione decisiva: assicurare la sopravvivenza dei marginali ma impedire che essi dessero l'assalto ai regolari. I marginali sono massa, centoquarantaseimila famiglie hanno fatto domanda per il sussidio di povertà, solo ventimila l'hanno ottenuto, un esercito permanente di poveri di fronte ai quali sta la grossa minoranza dei ricchi che fanno politica, accumulano enormi patrimoni senza produrre sviluppo, senza cambiare i rapporti sociali.

Ebbene Bocca aveva ragione, e non solo perché vivo il contesto da lui descritto così amaramente. Bocca aveva ragione perché le sue posizioni erano analisi antropologica e non deliri di un vecchio nei suoi ultimi anni di vita. Il più delle volte accompagnate da buone dosi di ironia e provocazione ma che davano comunque un senso di verità al suo pensiero.
Certo verrebbe da dire che "non tutti i napoletani fanno schifo" o che "non tutta Palermo è collusa con la mafia", ma sono dichiarazioni che lasciano il tempo che trovano ed evidenziano una totale assenza di contenuti circa la storia del meridione, e soprattutto una totale ignoranza sia del personaggio - provocatore e tagliente - che dei suoi scritti.
Ma "anche le pulci hanno la tosse" ed è davvero grottesco veder confondere l'intellettuale con l'opinionista, il giornalista con il "cane mediatico" di qualche partito o qualche politico. Bocca era altro.
In Italia ormai abbiamo la cattiva abitudine di vivere in barricate culturali e politiche, su Bocca in poche ore non ci siamo smentiti.
Bocca non era la verità assoluta, ci mancherebbe. Tantomeno voglio applicare il buonismo post-mortem. Giorgio Bocca era deluso da una umanità imbarbarita, imbruttita dentro. Nessuno può negare il contrario.
Ormai il "sacro fuoco" che lo accompagnava qualche anno fa lo aveva abbandonato.
Bocca era deluso dell'Italia che ne è venuta fuori dopo aver combattuto per costruirla. E sono d'accordo con lui. Città come Napoli o Palermo hanno contribuito alla resistenza più di molte altre e oggi sono solo meravigliose cornici tornite da una umanità repellente.

Se Bocca era antimeridionalista lo sono anche io.

 Iscriviti alla newsletter

Vuoi essere sempre aggiornato? Iscriviti alla newsletter de Linkiesta.it .

Quando invii il modulo, controlla la tua inbox per confermare l'iscrizione

 Seguici su Facebook