Accadde Domani
26 Dicembre Dic 2011 1111 26 dicembre 2011

Caro Monti: "L'evasione fiscale e non l'eccesso di spesa è responsabile del debito pubblico". Intervista a Leonardo Paggi.

"L'evasione fiscale e non l'eccesso di spesa è la vera responsabile del debito pubblico. Sarebbe bene che questa evidente verità fosse alla base di qualsiasi governo che voglia davvero cambiare le cose in Italia". Leonardo Paggi, studioso di Storia Contemporanea, saggista, non va tanto per il sottile con il suo collega professor Mario Monti. In un introduzione al libro "Un'altra Italia in un'altra Europa", edizioni Carocci (che raccoglie una serie di saggi e scritti sull'Europa economica e politica), critica piuttosto aspramente la politica economica dei professori della Bocconi che si sono trasferiti al governo e accusa il nuovo esecutivo di soffiare sul fuoco assai insidioso della recessione. "Viviamo in un vero paradosso: la Bce, la Germania e tutte le istituzioni europee temono l'inflazione in un momento in cui tutte le economie occidentali si avviano verso la recessione. Ma le pare possibile? Così l'Europa e soprattutto l'Italia non uscirà mai dalla crisi.

D. Partiamo dall'oggi professor Leonardo Paggi. Lei che giudizio dà del governo Monti e del suo programma economico?

R. Non vorrei essere troppo severo e cattivo ma la ripresa dello spread è piuttosto eloquente di cosa pensano i mercati della manovra economica del governo Monti. Il governo Monti a mio avviso ha una debolezza politica e una economica. In una fase come questa una democrazia senza partiti a mio parere è un paradosso. Per affrontare una crisi come quella che stiamo vivendo c'è bisogno di più politica e non di meno politica. I mercati, come dimostra la fine del governo Berlusconi, guardano eccome alla politica, hanno capito che le incertezze politiche producono incertezze economiche e finanziarie. Il fatto che il governo Monti, dal punto di vista programmatico, sia in continuità con il governo Berlusconi non è una buona cosa. Ed è del tutto evidente che il partito di Berlusconi sta condizionando pesantemente le scelte del governo Monti.

D. Ma l'esecutivo ha annunciato una fase due che dovrebbe mettere le basi per una ripresa.

R. L'idea che si possa passare dal rigore allo sviluppo non è credibile e tutti i segnali ci dicono che le due cose in Italia sono incompatibili. E poi chi ha un po' di memoria ricorderà che la politica dei due tempi ha sempre fallito. Ma quello che è più grave è che non ci si chiede come è nato il debito in Italia. In un'analisi che pubblichiamo sul nostro libro si dimostra che il debito non nasce da un eccesso di spesa ma dall'evasione fiscale. Sottovalutare la composizione e la natura del debito pubblico porta a distorsioni enormi che alimentano la crisi recessiva. E poi se mi permette di aggiungere una cosa non si può mai dimenticare che dietro il debito pubblico c'è il fallimento di una classe dirigente.

D. Una digressione storica. Lei polemizza con gli storici tedeschi sul tema dell'inflazione. Qual'è la sua tesi?

R. Gli storici tedeschi sostengono che l'inflazione fu la causa delle derive autoritarie in Germania e in Europa. Non è vero. Il nazismo e il fascismo vinsero in una situazione di depressione e recessione economica. La destra ha sempre usato i momenti di stagnazione per vincere le sue battaglie.

D. Nella sua introduzione c'è una critica esplicita al ruolo della Germania e della Bce

R. Direi che la Bce è nata come fotocopia della Bundesbank e questo ha pesato tantissimo sui processi di integrazione europea. Il punto più critico riguarda il fatto che la Bce e la Germania in particolare si oppongono fortemente al passaggio da una politica monetaria comune a una politica fiscale comune. La chiave sta qui. La crisi sta in un sistema europeo oggi dominato dalla Germania che è incapace di gestire le turbolenze dei mercati. Lo ripeto, lo spread sopra i 500 punti dell'altro giorno dimostra che le cose non stanno andando bene malgrado le rassicurazioni dell'Italia e le politiche di rigore approvate dal Parlamento italiano. Giustamente il professor Guido Rossi, in uno dei suoi editoriali sul Sole 24 ore ha parlato dei "conti che la Germania non vuole fare".

D. Se potesse farlo che consiglio darebbe a Mario Monti?

R. Un governo diverso dovrebbe mettere mano alle distorsioni dell'attuale struttura europea e dovrebbe rendersi conto che il pericolo maggiore oggi è la recessione, non l'inflazione. In caso contrario la crisi dell'Italia difficilmente cesserà. Siamo partiti con la crisi finanziaria, abbiamo raggiunto la crisi del debito ed ora esploderà la crisi delle imprese con effetti devastanti sull'occupazione. I primi passi che dovrebbe fare l'Europa sono due: Eurobond e imposizione fiscale unitaria.

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