Nel mirino
30 Dicembre Dic 2011 1818 30 dicembre 2011

Fotografo del 2011: Tim Hetherington

Photo by Tim Hetherington - "Restrepo" bunker - Afghanistan

Siamo alla fine del 2011 e le classifiche abbondano, non so più quante "foto migliori del 2011" ho visto in questi giorni, fra giornali e web.

Mi sono chiesta, se dovessi scegliere non una foto ma il fotografo del 2011 chi avrei scelto.

La stessa domanda l'ho posta ai miei amici di Facebook e alla mia stimatissima amica Super Photo Editor Renata Ferri.

La domanda è di per sè fallace perchè sono davvero tantissimi i fotografi eccezionali di cui abbiamo visto i lavori questo anno.

Eppure un nome io ce l'avrei, e Renata ha avuto lo stesso pensiero, ed è quello del britannico Tim Hetherington, morto a Misurata in Libia, vittima di un colpo di mortaio, il 20 aprile scorso a soli 41 anni.

Hetherington non era solo un fotoreporter, ma anche un giornalista, un regista, uno che le storie le sapeva raccontare.

Con Tim abbiamo perso una voce importante, spesso fuori dal coro, impavida, che non ha avuto paura di mostrarci non solo gli orrori dei conflitti ma anche il lato umano dei soldati, in una società che tende a disumanizzarli per rendere la guerra più accettabile.

Denis Curti, direttore della sede milanese di Contrasto e vicepresidente della Fondazione Forma " Tim mi manca tantissimo. Le sue fotografie, che sono state una costante battaglia contro la guerra, continuano ad esercitare un ruolo fondamentale per una cultura pacifista."

I primi dieci anni della sua professione Hetherington li ha dedicati ai conflitti dell' Africa Occidentale per poi spostarsi negli ultimi anni in Afghanistan.

Hetherington ha vinto numerosi premi e riconoscimenti durante la sua breve ma intensa carriera fra cui il World Press Photo del 2007 con una foto emblematica di un soldato americano esausto in Afghanistan .

Photo by Tim Hetherington - "Restrepo" bunker - Afghanistan - World Press Photo of the Year 2007

Enrico Stefanelli, deus ex machina del Lucca Photo Fest, che lo aveva conosciuto ed ospitato a Lucca lo ricorda come un uomo di eccezionale cultura, intelligenza e umiltà.

Fra i frutti dei numerosi viaggi di Hetherington in Afghanistan imperdibile il documentario "Restrepo - Inferno in Afghanistan, 2010" che il fotografo ha realizzato insieme allo scrittore Sebastian Junger e che è stato premiato come miglior documentario al Sundance Film Festival dello stesso anno.

Restrepo mostra la vita di tutti i giorni nel corso di un anno di un battaglione di soldati americani in avamposto nella Korengal Valley nel nord est dell’Afghanistan, lo stesso battaglione è protagonista di un commovente libro sempre ad opera di Hetherington e Junger : "Infidel".

Photo by Tim Hetherington - "Restrepo" bunker - Afghanistan

A proposito del suo desiderio di utilizzare mezzi diversi di comunicazione, all'amico fotografo Michael Kambler in un'intervista per il New York Times alla vigilia della presentazione di Restrepo disse: ‘Se si è interessati alla comunicazione di massa, allora si deve smettere di pensare a se stessi come a un fotografo. Viviamo in un mondo postfotografico. Se si è interessati alla fotografia, allora si è interessati a qualcosa – in termini di comunicazione di massa – che è passato. A me quello che interessa è raggiungere quante più persone possibile’.

Photo by Tim Hetherington - "Restrepo" bunker - Afghanistan

Gli amici parlano di lui come di qualcuno la cui casa a Williamsburg, Brooklyn, era sempre aperta, un punto di riferimento per tutti quelli che amano e si occupano di fotografia per discutere, fare editing, una sorta di laboratorio creativo.

Photo by Tim Hetherington - "Restrepo" bunker - Afghanistan

Quello che più mi colpisce delle sue immagini è la capacità di capovolgere gli ordini stabiliti, siamo abituati a vedere immagini di guerra ad alto tasso di testosterone, e invece Tim ci mostra i soldati non solo nei momenti dei combattimenti, ma nella loro intimità, ce ne mostra la vulnerabilità.

Photo by Tim Hetherington - 'Restrepo' bunker - Afghanistan

Se sfogliate "Infidel", l'impressione è un pò quella di sfogliare un album di famiglia, così come guardando Restrepo si ha la sensazione che a filmare sia stato uno stesso dei soldati.


Photo by Tim Hetherington - "Restrepo" bunker - Afghanistan

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