Il picchio parlante
30 Dicembre Dic 2011 1053 30 dicembre 2011

Il 2011 raccontato in rima

Mentre il 2012 è in dirittura d'arrivo

ricordiamo ciò che è stato di quest'anno, a tratti corrosivo.

"Tempi duri", "tirar la cinghia" e "sacrifici",

queste le parole d'ordine, senz'altri artifici.

Poche o nulle le soluzioni per la crescita e lo sviluppo

e l'economia rimane frenata, come se ci fosse un tappo.

La Grande Crisi, partita dagli Usa, è ancora in essere

e le sue bieche ed assurde trame continua a tessere.

Tante famiglie e tante imprese

son rimaste senza rese,

questo è l'effetto magico della globalizzazione;

l'aumento irrefrenabile della disoccupazione.

I mercati finanziari la fanno da padrone

e gli Stati fan loro da garzone.

I politici son impegnati a conservare le poltrone,

tutti attenti sul lato della comunicazione;

sempre in riga coi cronisti a controllare lo spread, grande novità;

ma domandagli cos'è, e vedrai la loro professionalità!

In Italia, a novembre per la precisione

cade Berlusconi, ed ecco il ribaltone.

Al suo posto, Monti ed una squadra di professori,

ma la sostanza non muta: tasse e dolori!

Si è tentato di toccare taxi e farmacisti,

ma il tutto è rientrato, e i tagli non si son visti.

Si parla da anni di eliminare queste ottuse corporazioni

ma non è mai il momento adatto per simili operazioni.

Giusto spremere fino all'osso la popolazione,

vuoi che gli rimanga un euro per fare colazione?

Il referendum di giugno, rientra le note positive:

al nucleare, le rinnovabili sono le alternative.

Il legittimo impedimento non merita citazione

e l'acqua pubblica ha una grande affermazione.

Vari amministratori locali però, stentato ad applicare questa norma,

lasciando senza sostanza la democrazia, presente solo pro-forma.

E' più profittevole far gestire l'acqua ai privati,

che poi son sempre gli stessi, i soliti "schedati"!

Tutto l'anno ci sono state rivolte nel mondo arabo,

le popolazioni, esasperate, si ribellano ad un futuro macrabo.

Dalla Tunisia alla Libia, passando per Barhein, Siria ed Egitto,

la primavera araba non conosce sosta, quindi massimo rispetto.

Il problema sarà quello di trovare maggiore stabilità,

anche se non manca la forza di volontà.

Analoga forma di protesta è sbarcata nel vecchio continente,

i giovani indignati, tanto istruiti per avere in cambio niente.

Lavoro precario, retribuzione minima e scarsa considerazione;

in fondo, a chi vuoi che freghi -ragazzo- la tua opinione?!

Le tragedie ambientali hanno provocato tante vittime,

da Fukushima ai disastri nostrani, le frustrazioni son legittime!

L'ultima attenzione è rivolta verso le scomparse dai grandi nomi;

addio agli italiani Simoncelli, Giorgio Bocca ed Arrigoni.

C'han lasciati anche Gheddafi, Steve Jobs ed Osama;

addio a tutti coloro che ho omesso, e condoglianze a chi vi ama.

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