Gesellschaft
3 Gennaio Gen 2012 1129 03 gennaio 2012

Caso Omsa: anch'io avrei delocalizzato

Il 27 dicembre 239 operaie dell'Omsa di Faenza sono state licenziate tramite fax inviato alle sedi delle organizzazioni sindacali di categoria territoriali. Metodo deprecabile, scelta di temo ancor di più.
Come da copione è partito un coro di voci contro il licenziamento, fino ad arrivare al "popolo della Rete" (espressione orrenda) e in particolare Facebook che, condividendone i contenuti, ha fatto sua la protesta mostrando solidarietà alle operaie licenziate. Si propone anche un boicottaggio dei prodotti a marchio Philippe Matignon, SiSi, Omsa, Golden Lady, Hue donna e uomo, Saltallegro e Serenella.
Al di là delle valutazioni di merito sul licenziamento, sulla mancata promessa da parte del patron Nerino Grassi di riconversione delle lavoratrici, sulla trattativa che stava procedendo con i sindacati saltata senza preavviso durante le festività natalizie, mi chiedo perché dare delle colpe ad una azienda che ha deciso di delocalizzare?
Ora, ritengo che il ragionamento sia complesso e che vada fatto con le giuste argomentazioni, penso inoltre che nella ecologia di un post per un blog sia difficile riuscire a focalizzare per bene i punti del dibattito, in più è mia convizione che al centro dello sviluppo di ogni sistema sociale ci sia il lavoro, ma ciò non mi evita di sostenere che una azienda che ha deciso di delocalizzare - e per diversi motivi - abbia diritto a farlo.
In un sistema dove il mercato è bloccato da logiche moderniste, dove la pressione fiscale è alle stelle, dove il costo del lavoro è più alto rispetto ad altre zone europee, dove il dibattio sulle riforme del mercato del lavoro è impantanato da oltre un decennio sull'art.18, dove la contrapposizione è ormai segnata da - permettetemi il termine - un ideologismo di fondo che non permette miglioramenti sotto il profilo delle riforme perchè, io imprenditore italiano, dovrei continuare a tenere le mie aziende in questo contesto?
Beh, se fossi io l'imprenditore a dover scegliere non avrei avuto dubbi: delocalizzare.


p.s. chi scrive non è un economista e tantomeno si appresta a diventarlo. Mi occupo di fenomeni politici e relative forme di mobilitazione politica e sociale. Questo post è mero un esercizio di stile.

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