Punto e a Capo
3 Gennaio Gen 2012 1553 03 gennaio 2012

Insieme contro la Omsa


Ormai è deciso: la Omsa celebre marchio di calze chiude lo stabilimento di Faenza per riaprirlo in Serbia e, questa decisione porterà oltre 200 dipendenti, in maggior parte donne non più giovani, a rimanere senza lavoro.

Secondo il patron del gruppo Golden Lady, Nerino Grassi e del suo consulente aziendale William Storchi, l’azienda sarebbe "in crisi" perché la lycra, il materiale con cui le calze vengono realizzate, è troppo resistente e quindi le calze durano di più e le donne, di conseguenza, ne comprano meno.

In realtà, la Omsa chiude soltanto perchè è intenzionata a fare più soldi, dopo aver usufruito come tante altre imprese italiane di incentivi e contributi statali, cioè dei nostri soldi, semplicemente, “delocalizza” la sua produzione perché in Serbia le operaie costano 300 euro l’una invece che 900.

Per questa ragione, le lavoratrici OMSA invitano tutte le donne ad essere solidali con loro "boicottando" i seguenti marchi:


- Omsa
- Serenella
- Golden Lady
- Philippe Matignon
- Sisi
- Hue Donna
- Hue Uomo
- Saltallegro
- Saltallegro Bebè
- Mandarina Duck

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